Un bambino di 11 anni è morto di rabbia in Canada dopo essersi svegliato con un pipistrello sul volto. Non aveva morsi o graffi visibili, tanto che la famiglia non ha chiesto assistenza medica. Quando sono comparsi i primi sintomi, però, il virus aveva già raggiunto il sistema nervoso e non è stato più possibile salvarlo.
immagine di repertorio
Un bambino di 11 anni è morto di rabbia in Ontario, in Canada, la prima vittima mortale della malattia nella provincia canadese da oltre cinquant’anni. Il contagio è avvenuto in modo quasi invisibile: un pipistrello appoggiato sul suo viso mentre dormiva, senza morsi evidenti né graffi.
La famiglia non aveva colto il pericolo. Nessuna ferita visibile, nessuna goccia di sangue. Solo settimane dopo, quando sono arrivati vomito, formicolii al volto e un rapido peggioramento neurologico, è emersa la diagnosi. A quel punto il virus aveva già preso il sopravvento. Nonostante le cure intensive, il piccolo è morto dopo oltre due settimane di ricovero. I genitori hanno scelto di raccontare pubblicamente la storia del figlio per mettere in guardia altre famiglie. Il loro racconto, al centro di un rapporto scientifico appena pubblicato sul Canadian Medical Association Journal (CMAJ), vuole trasformare una tragedia personale in uno strumento di prevenzione.










