GARLASCO. Diversi testimoni, anche di recente, hanno continuato a tirarle in ballo e il racconto di uno di loro fu anche alla base del prosciugamento di un canale a Tromello. Ma a carico delle gemelle Stefania e Paola Cappa, cugine di Chiara Poggi, non è mai emerso nulla, nessun riscontro di un loro presunto coinvolgimento nel delitto di Garlasco. Nonostante siano state intercettate per cinque mesi nel filone di indagine che vede coinvolto Andrea Sempio, amico del fratello della vittima. Da gennaio a maggio 2025 i loro telefoni, come quelli del fratello e dei genitori di Chiara Poggi, sono finiti nel mirino degli inquirenti di Pavia. Oltre ai loro cellulari sono state eseguite anche le intercettazioni ambientali sulle auto. Ma di queste intercettazioni non c'è traccia nell'informativa dei carabinieri di Milano depositata con la chiusura delle indagini il 7 maggio. Le registrazioni sarebbero state interrotte un paio di settimane dopo l'ispezione del canale di Tromello. L’avvocata delle gemelle, Valeria Mettica, ha precisato che "solo 16 conversazioni hanno riguardato l’argomento Garlasco. Ritengo che nelle case degli Italiani se ne sia parlato più spesso. In ogni caso, neppure quelle 16 sono state ritenute dalla Squadra Omicidi di rilevanza probatoria, ma solo investigativa ai fini del mantenimento delle intercettazioni per la verifica della posizione delle gemelle. Questo, anche se qualche giornalista le pubblica interamente, violando l’obbligo di riservatezza".
Garlasco, gemelle Cappa intercettate per cinque mesi ma non c’è riscontro di un loro coinvolgimento
Da gennaio a maggio 2025 i loro telefoni, quelli del fratello e dei genitori di Chiara Poggi, sono finiti nel mirino degli inquirenti di Pavia






