Lo scaffale
Mario Lavia
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Viene voglia, per parlare di “Caducità”, l’amplissima raccolta di racconti di Sandro Veronesi uscita per La Nave di Teseo, di copiare integralmente uno a caso di essi aggiungendo alla fine semplicemente: “Ma che bello!”. La raccolta, ci informa lo stesso autore, consta di 14 racconti già pubblicati in volume, 18 pubblicati su riviste o letti in pubblico e tre inediti.
Il libro contiene anche uno scritto di Sigmund Freud intitolato “Caducità”, e questo già spiega molte cose: tanti personaggi di questi racconti dovrebbero far riferimento allo scopritore della psicanalisi… Se c’è uno scrittore in grado di scrivere una specie di breviario dei tic umani, questo è Sandro Veronesi. Sono tic suoi? Sì ma non necessariamente. L’autobiografia c’è, in uno come lui, ma la vicenda lo trascende, e parla di noi, parla di ieri, e parla di oggi: in queste varie dimensioni unitarie c’è tutto Veronesi. Il quale appartiene a quella non sterminata schiera di scrittori per così dire puri, capaci di adoperare le parole come un grande pianista tocca i tasti, che lasciano cadere i pensieri sulla pagina come se scrivendo non avesse incontrato alcuna difficoltà: la qual cosa è propria dei grandi narratori, di quella particolare categoria di quelli che non stancano mai.







