L'Editoriale

Mercoledì 01 Luglio 2026

MONDO. Di nuovo ad Est si è aperta una finestra negoziale. Negli ultimi tempi ciò accade una volta ogni circa 6 mesi. «Siamo pronti a trattare sulla base delle intese di Istanbul (marzo 2022) e dello spirito di Anchorage (agosto 2025)» ha all’improvviso dichiarato Vladimir Putin, che, un paio di mesi fa, ha tentato di imporre il suo amico, ex cancelliere tedesco Schroeder, come mediatore per l’Unione europea.

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Ma perché proprio adesso? E perché un negoziato con i Ventisette? Primo, il tempo stringe. L’americano Trump, considerato al Cremlino l’unico capace di «convincere» gli occidentali sull’Ucraina in modo favorevole a Mosca, è prossimo, a settembre, ad una débâcle elettorale e verrà forse ridimensionato. L’Europa (Ue e Gran Bretagna) ha aperto il portafoglio e sostiene finanziariamente e militarmente Kiev. Tutti i precedenti calcoli del Cremlino, come al solito, si sono rivelati sbagliati.