Segregato in una minuscola gabbia per uccelli, il gatto Oliver rinasce grazie ai volontari della Happy Homes Animal Rescue. Ora cerca una casa definitiva per dimenticare il passato
@Happy Homes Animal Rescue/Facebook
Ci sono forme di crudeltà silenziose che consumano l’esistenza degli animali un giorno alla volta, privandoli persino dei movimenti più naturali. Lo sa bene il gatto Oliver, un esemplare tigrato di età compresa tra i 3 e i 5 anni, che ha trascorso gran parte della sua giovane vita imprigionato a tempo pieno dentro una stretta gabbia per uccelli. Questa assurda e brutale reclusione domestica era stata decisa dai vecchi proprietari che lo ritenevano un soggetto troppo problematico per muoversi liberamente tra le stanze. Costretto in uno spazio talmente ridotto da non potersi nemmeno sdraiare o distendere gli arti, il felino ha subito una progressiva deformazione corporea, oltre a un evidente deterioramento del pelo e a ripetuti periodi di privazione di cibo e acqua.
La svolta per la sopravvivenza dell’animale è avvenuta grazie all’ispezione fortuita di uno sconosciuto che, entrato in quella casa, non ha voluto voltarsi dall’altra parte di fronte a tale sofferenza. L’uomo ha sottratto il felino a quella tortura e ha immediatamente allertato l’organizzazione Happy Homes Animal Rescue. I volontari dell’associazione hanno preso in carico il caso, avviando un complesso programma di recupero fisico e comportamentale attraverso l’inserimento del gatto in una struttura di stallo temporaneo gestita da una famiglia affidataria.







