HomeModenaCronacaRomagna se ne va L’addio che stringe il cuoreSassuolo, il centrale classe ‘97 chiude la sua lunga esperienza in neroverde dopo l’ultima stagione condizionata dagli infortuni .Filippo Romagna, arrivato in neroverde nel 2019 dal CagliariRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciLa notizia era attesa, ma a chi resta affezionato ad una certa idea di calcio, e di tifosi neroverdi di quel genere ce ne sono tanti, non potrà non dispiacere. Perché dopo sette stagioni Filippo Romagna lascia il Sassuolo per quello che sembra, ed è e sarà, un addio. Arrivato in neroverde nel 2019 dal Cagliari, il difensore marchigiano, che ha compiuto 29 anni giusto un mese fa, il Sassuolo lo aveva già lasciato, ma solo per una parentesi alla Reggiana che gli aveva dato modo di riprendersi del tutto da un infortunio che ne ha condizionato la carriera occorsogli nella primavera del 2020. Quando, con il Sassuolo di Roberto De Zerbi, si era proposto alla massima serie come uno dei migliori centrali difensivi del campionato. Il destino si mise di traverso il 9 marzo del 2020, quando il centrale si ruppe il tendine rotuleo giocando un Sassuolo-Brescia che sarà la sua ‘sliding door’: l’Italia – era l’anno del Covid – si fermò, Romagna no, ma per riarrampicarsi a se stesso ci ha messo parecchio. Riabilitazione faticosissima, un brevissimo ritorno in campo dopo due stagioni di inattività, nel 2022/23, un’altra operazione e poi il prestito – già citato – alla Reggiana nel 2023/24 che lo restituisce al Sassuolo, retrocesso in B, la stagione successiva. Fabio Grosso, con il quale Romagna aveva vinto tutto nella Primavera della Juventus, punta su di lui, e lui non delude: capitano all’occorrenza, più spesso – 23 presenze – baluardo difensivo di un Sassuolo che stravince il campionato di B, Romagna si guadagna anche il prolungamento del contratto che lo riporta a quella massima serie lasciata un lustro prima. Cinque gettoni, la stagione scorsa, che vede il centrale pagare dazio ad un altro infortunio che lo toglie dai giochi da ottobre a gennaio. Ultima presenza in neroverde, per Romagna, ad aprile: contro il Cagliari, proprio la squadra da cui arrivò a Sassuolo, quando si dice il destino. Umile e applicato, intelligente e misurato, ben consapevole dei privilegi che hanno i calciatori ma anche dei sacrifici imposti a tutti, quando il destino chiama, Filippo Romagna è sempre stato più ‘persona’ che ‘personaggio’. E forse, piaceva anche per questo. Il Sassuolo Calcio lo ha salutato con un video emozionale in cui c’è tutta la sincerità, e l’emozione, che Romagna meritava.