L’Ascoli apre ufficialmente un capitolo inedito della sua ultracentenaria storia con il nuovo logo, il 20esimo, che segnerà la gestione societaria operata dalla famiglia Passeri. Nella giornata di ieri, allo scoccare esatto del mezzogiorno, il club di corso Vittorio Emanuele ha rivelato quale sarà lo stemma che da qui in avanti sarà cucito sulla maglia e riprodotto su tutti i prodotti ufficiali bianconeri. "Il primo passo verso la nuova stagione", così il direttore strategico Andrea Passeri lo definisce nel corso della presentazione avvenuta sul canale di Modì marketing della piattaforma Twitch. "Il giorno dopo la promozione ci siamo rimessi subito a correre – prosegue -. L’attesa che abbiamo creato per il nuovo logo è stata lunga, abbiamo lavorato per mesi, con tutte le componenti del territorio. È un qualcosa che rimane alla città, alla storia e alla tradizione. Queste ultime 24 ore sono state poi elettriche e piene di curiosità. C’è stato un successo quasi unanime per il logo che è stato creato, c’è grande soddisfazione". Il crest del club è potuto tornare alla forma circolare che aveva caratterizzato lo stemma dell’A.S. Ascoli Calcio 1975, quello dell’Ascoli Calcio Spa 1996 poi rivisitato nel 2001. Tutti emblemi legati alla gloriosa epoca di Costantino Rozzi e a quella successiva fino all’ultima serie A del Picchio. Proprio al presidentissimo la famiglia Passeri ha voluto rendere omaggio con questo rebranding. Nella circonferenza interna, il crest è stato arricchito con l’inserimento dell’Armilla Picena (o Anellone Piceno) per legare indissolubilmente il patrimonio storico e culturale della città a quello sportivo, rendendo unica nel suo genere la forma del crest. Il Cassero è stato ridisegnato. Al suo interno la torre sinistra diventa infatti anche simbolo della città delle cento torri, e la cima di essa accoglie una corona simbolo della squadra regina delle Marche. Le tradizionali strisce bianconere tornano ad essere arricchite dall’interlinea giallo che ha reso la strisciata ascolana inconfondibile per molti anni. "La serie A può diventare un obiettivo a lungo termine – spiega Andrea Passeri -, ma ci vuole tempo per costruire le cose. Occorre mettere insieme gli ingredienti giusti, riuscendo a mantenere l’equilibrio sia quando le cose vanno bene che quando vanno male. Il calcio ha dei tempi imprevedibili perché risponde a dinamiche sia aziendali che tecniche. È necessario che ci sia una visione con un programma solido. Il respiro in città ed allo stadio è stato sempre positivo. Il nostro interlocutore primario resta la piazza, inutile girarci intorno. A giorni arriverà la campagna abbonamenti". In occasione del rebranding dell’Ascoli Calcio infine la famiglia Passeri ha voluto ribadire di aver completato le pratiche burocratiche per la riappropriazione del marchio ritraente il Picchio e legato alla storia del club negli anni ‘80. Allo stesso tempo è stato rilanciato un nuovo Picchio rivisitato in chiave moderna che sarà utile nello sviluppo di nuove linee legate al merchandising e al suo pubblico più giovane.
Ascoli, nuovo logo per il Picchio : "Il primo passo verso la stagione"
Presentato il brand dei bianconeri per il prossimo anno: "Il nostro interlocutore primario è la piazza"









