Da Pizzaballa a Pompili, da Napolioni a Costa, da Castellucci a Baturi, dopo tre arcivescovi ambrosiani, l'ipotesi di un non milanese

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Mario Delpini, classe 1951, compirà il 29 luglio 75 anni, l'età che il Diritto canonico fissa per la pensione dei vescovi. L'arcivescovo di Milano si è portato avanti e in udienza privata con Papa Leone XIV, ha offerto al Pontefice le sue dimissioni entro l'estate, così da poter consentire al successore di insediarsi per l'8 settembre, Santa Maria Nascente, quando inizia l'anno pastorale ambrosiano. "Il Papa ha ascoltato con attenzione e benevolenza queste mie riflessioni e ha concluso esprimendo l'orientamento a non accettare le mie dimissioni. Devo quindi prevedere che continuerò a esercitare il mio ministero di arcivescovo di Milano per qualche tempo" ha raccontato lui stesso lo scorso febbraio, prima di dare alle stampe la lettera per l'anno pastorale 2026-207. Al compleanno arriverà così la proroga, donec aliter provideatur, finché non si provveda diversamente, probabilmente tra un anno.Il Papa al momento in Lombardia ha altre urgenze: trovare i successori del vescovo di Como, Oscar Cantoni (nato nel 1950), del vescovo di Bergamo, Francesco Beschi (1951) e anche del vescovo di Novara, Franco Giulio Brambilla (1949), questioni delle quali si occuperà dell'autunno in poi. Anche se Novara è in Piemonte, ecclesialmente gravita più sulla Lombardia.Un'altra questione di cui si discute è se il successore di Delpini sarà un religioso o un vescovo. La Diocesi di Milano ha avuto esperienze alterne di entrambi i tipi. Non erano vescovi al momento della nomina l'abate Ildefonso Schuster, poi diventato cardinale e beato, Giovanni Battista Montini (il futuro Paolo VI), che arrivò a Milano da prosegretario di Stato, il cardinale gesuita Carlo Maria Martini, che era rettore al Pontificio Istituto Biblico prima di diventare arcivescovo ambrosiano. A Martini sono poi succeduti i vescovi Dionigi Tettamanzi ed Angelo Scola, entrambi considerabili ambrosiani, anche se con esperienze pastorali in altre diocesi. Mario Delpini, vicario di Scola, è anche lui legato alla diocesi di cui è arcivescovo.E qui si apre un altro punto di riflessione, se cioè dopo tre arcivescovi milanesi ce ne sarà un quarto ambrosiano: è molto probabile che la ricerca cada su una personalità che arriva da fuori Milano. C'è da tener conto che come Papa Francesco, anche Papa Leone arriva da un Paese in cui la scelta del vescovo non è conseguenza immediata del suo legame con la diocesi. In questo caso, visto che il neo arcivescovo non conoscerebbe la Diocesi, è facile che la scelta cada su qualcuno più giovane, che abbia davanti almeno dieci anni di episcopato.