HomePesaroCronacaI clic fanesi sono mondiali. Centrale Fotografia ha concluso il suo FestivalLuca Panaro e Marcello Sparavanti già lavorano alla prossima edizione. Ma intanto preparano una nuova tappa, in Lombardia, dal 2 al 4 ottobre.Luca Panaro e Marcello SparaventiRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciSi è appena chiusa la XVII edizione, ma Fano Centrale Festival guarda già avanti: la prossima si terrà dall’11 al 13 giugno 2027, mentre dal 2 al 4 ottobre 2026 la rassegna vivrà anche una tappa lombarda, portando fuori regione lo spirito nato a Fano attorno alla fotografia contemporanea e alla ricerca visiva. Fino all’altro giorno e per oltre due settimane la Rocca Malatestiana è stata una grande camera oscura affacciata sulla città, cuore di un percorso che ha trasformato la visita in un’esperienza da attraversare senza fretta. Non una semplice sequenza di mostre, ma un viaggio dentro immagini, installazioni e linguaggi diversi, dove la fotografia ha smesso di essere soltanto qualcosa da guardare ed è diventata un modo per interrogare il presente, la memoria, il corpo, lo spazio e la relazione tra chi osserva e ciò che viene osservato.
Dentro le mura storiche nove mostre e sezioni espositive hanno composto un itinerario tra autori affermati, giovani artisti internazionali e sperimentazioni multidisciplinari. Tra i momenti centrali, la personale “Wandering Star“ di Marco Strappato, ospite d’onore dell’edizione, curata da Luca Panaro e Marcello Sparaventi: un lavoro intenso, poetico, costruito attorno ai temi del viaggio, della fragilità, della memoria e di una tensione esistenziale che attraversa le immagini senza bisogno di essere spiegata. Grande attenzione anche per “What Once Happened Now Only Appears“, la sezione Under 30 selezionata attraverso open call internazionale. In mostra le ricerche di Irene Mathilda Alaimo, Frederik Marks, Alice Muratore, Nina Pacherova e Zexuan Zeng, scelti dal comitato curatoriale composto da Claudia Bigongiari, Lori Lako e Sara Poli. La presenza a Fano dell’artista cinese Zexuan Zeng, del tedesco Frederik Marks e della slovena Nina Pacherova ha dato il segno concreto di una rassegna nata in città, ma ormai capace di parlare una lingua più ampia.







