Tortolì.01 luglio 2026 alle 00:33I controlli fanno emergere le strutture senza le carte in regola

I chioschi non adeguati al Pul rischiano finire nei guai. Gli inquirenti hanno acceso i riflettori sui locali del litorale di Tortolì. Dopo il sequestro de Sa Tanca, locale che insiste all’altezza della prima spiaggia di Orrì, la sezione navale della Guardia di finanza di Arbatax ha acquisito la documentazione del chiosco Frontemare, in attività sullo stesso lido. I militari stanno passando al setaccio le autorizzazioni paesaggistiche rilasciate dall’Ufficio tutela di Nuoro. Le attenzioni si concentrano, in particolare, sulla relativa scadenza. Invero, nei mesi scorsi alcuni proprietari dei locali, consapevoli che fosse scaduta, hanno presentato istanza di rinnovo, all’atto dell’esame congelata perché le strutture non sarebbero adeguate al Piano di utilizzo dei litorali che il Comune di Tortolì ha varato di recente. La non conformità delle stesse allo strumento urbanistico ha scoperchiato il vaso di Pandora.

Lido sotto esame

Sulle aree demaniali la maggior parte dei concessionari è piombata nel limbo dell’incertezza. Ad agitare il sonno non bastava la direttiva Bolkestein, la norma europea nata per liberalizzare i servizi e favorire la concorrenza, che ora anche le più semplici delle autorizzazioni sono diventate un rebus. Chi ha il nulla osta scaduto è in mezzo al caos burocratico. Venerdì scorso, le Fiamme gialle hanno apposto i sigilli al chiosco-bar Sa Tanca. Un precedente che rischia di convertire il litorale da oasi della serenità a polveriera. Perché gestire o mantenere un’attività su un’area demaniale senza un titolo valido trasforma l’occupazione in un illecito penale. Il legale della proprietà Sa Tanca, Gennaro Di Michele, ha il ricorso pronto, ma intanto l’esercizio è chiuso da quasi una settimana. Al vaglio degli inquirenti c’è anche la posizione del chiosco Frontemare, la cui documentazione è sotto esame negli uffici della tenenza della sezione navale della Guardia di finanza. Altri operatori, pur di evitare di infilarsi in un labirinto burocratico, hanno preferito non aprire, rinunciando alla stagione. Anche perché il futuro delle concessioni balneari non offre rassicurazioni sul futuro e dunque investire capitali per qualcosa che potrebbe passare di mano fra qualche tempo non conviene a nessuno.