Erano in quattro e hanno agito su commissione di una famiglia di camorra in cambio di alcune migliaia di euro. Otto mesi dopo l’attentato dinamitardo contro l’abitazione del conduttore di Report Sigfrido Ranucci a Pomezia, ieri mattina i carabinieri hanno arrestato Antonio Passariello, Marika De Filippi, Saverio Mutone e Pellegrino D’Avino con l’accusa di detenzione di esplosivi e danneggiamento aggravati dal metodo mafioso.
Il primo è residente in provincia di Napoli, gli altri tre sono tutti della zona di Avellino. Per gli inquirenti erano pronti a fuggire all’estero, in Spagna, Francia e Austria.
L’INDAGINE è partita dalle immagini registrate da una telecamera stradale della Pontina: nelle ore subito successive all’esplosione – era il 25 ottobre dell’anno scorso – una Fiat 500 X ha attirato i sospetti degli investigatori. Attraverso l’identificazione della targa è emerso che la vettura era stata noleggiata in Campania. Da lì è cominciato il monitoraggio dei tabulati telefonici dei sospettati: il tracciato era perfettamente sovrapponibile al percorso fatto dalla 500 sia nel giorno dell’attentato sia in precedenza, quando era stato effettuato un sopralluogo nei pressi di casa Ranucci.










