Il tabù è caduto. La gratuità assoluta di WhatsApp cessa di esistere in nome della diversificazione dei ricavi e della titanica corsa all'intelligenza artificiale. L'arrivo in Italia di WhatsApp Plus segna una cesura storica per la piattaforma di messaggistica di Menlo Park e per i suoi miliardi di utenti su base globale. Dietro il canone mensile di 2,49 euro non si nasconde un semplice pacchetto di personalizzazione estetica, bensì una precisa strategia finanziaria voluta dai vertici di Meta per sostenere investimenti infrastrutturali senza precedenti. Mark Zuckerberg deve fare i conti con spese in conto capitale mastodontiche. I documenti finanziari dell'azienda indicano impegni pluriennali per infrastrutture e cloud che superano i 237 miliardi di dollari, con una spesa stimata tra i 125 e i 145 miliardi solo per l'anno in corso. Questi capitali servono per alimentare i data center e sviluppare modelli avanzati di intelligenza artificiale. La pubblicità digitale, motore storico del gruppo capace di generare decine di miliardi a trimestre, da sola rischia di non bastare per assorbire un simile shock di spesa. Gli analisti di settore, come quelli di Morgan Stanley, evidenziano un fisiologico rallentamento della crescita dell'advertising nei mercati occidentali maturi. La soluzione, delineata dalla Head of Product Naomi Gleit a fine maggio, si materializza in una virata netta verso i servizi in abbonamento. Il lancio globale di Instagram Plus, Facebook Plus e WhatsApp Plus ricalca un modello di business ormai dominante nel panorama tecnologico globale, dove la fedeltà dell'utente viene monetizzata in modo strutturale.
La svolta di Meta: WhatsApp a pagamento per finanziare l’intelligenza artificiale
Arriva in Italia la versione Plus a 2,49 euro al mese. Dietro le funzioni premium si cela la strategia di Zuckerberg per sostenere gli investimenti miliardari …






