“Du fritur”. Al fresco, riparato dal temporale tropicale che investe Milano, Ignazio La Russa accoglie i suoi ospiti con un fritto misto. Al Forte Garden, ristorante di pesce in zona Cinque Giornate, il menù non è fisso, ma ruota tutto attorno al post Beppe Sala. “Questa volta dobbiamo vincere”, arringa a cena i coordinatori regionali il presidente del Senato. Ma Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati sono ancora lontani dalla sintesi. Non si quaglia sul candidato a sindaco nel 2027, ma si decide di chiudere una short list di politici e civici entro fine luglio. Intanto, “prepariamo dei sondaggi”, avanza un commensale, mentre La Russa non chiude alle primarie. Chiacchiere e buon vino, per tre ore “in amicizia”. Alla cena di ieri, lunedì 29 giugno, mancava Daniela Santanché, l’ex ministra a lungo regina del centrodestra milanese: “Carlo Cottarelli candidato? Lo stimo”, confida a Huffpost dal Frecciarossa per Roma.

L’accordo sul nome della destra per Palazzo Marino “non c’è”, ma “per la prima volta il clima tra di noi era davvero buono”, conviene chi si è attovagliato nel giardino urbano prenotato da La Russa. Con il co-fondatore di Fratelli d’Italia c’erano i coordinatori lombardi: Alessandro Colucci (Noi moderati), Carlo Maccari (FdI), Alessandro Sorte (FI) e Massimiliano Romeo (Lega). Una prima cena, con l’obiettivo di rivedersi tra un mese, dopo aver riportato quanto discusso ai leader nazionali. Buoni i tagliolini agli scampi, fresco il gelato al pistacchio, ma la solfa non cambia: ogni partito è fermo sulle sue posizioni.