Roma, 30 giugno 2026 – “Gaza è un disastro. Le città sono rase al suolo, livellate, azzerate. Rafah non esiste più. E i bimbi sono aggrediti dai topi”. È il cardinale Pierbattista Pizzaballa a raccontare la terribile situazione della Striscia di Gaza dopo la sua ultima visita del 22 e 23 giugno con il patriarca greco ortodosso Teofilo III.
“Una delle piaghe più presenti in questo momento sono i topi, che mordono. Mordono soprattutto i bambini e Gaza è piena di bambini: si vedono ovunque ma, anziché andare a scuola, giocano, sporchi, accanto alle fogne", ha detto il patriarca di Gerusalemme Pizzaballa in un dialogo con il direttore di Limes, Lucio Caracciolo a Bergamo, dove ieri gli è stato consegnato ‘Premio per il dialogo e la pace’ dalla rivista.
"Ciò che a me colpisce di più – ha proseguito – è il fatto di viaggiare su strade fortuite, in mezzo alle tende, alle fognature. Qui vive la gente di Gaza. Un aspetto che le immagini non rendono sono gli odori".
“Vogliamo riaprire le scuole, ma manca tutto”
“C'è bisogno di empatia con chi non la pensa come noi". È l'appello del patriarca latino Pizzaballa, che ha aggiunto – come riferisce Vatican News – come la situazione non accenni ad alcun miglioramento neppure dopo il cessate-il-fuoco perché, ha aggiunto Pizzaballa, “se un po' di cibo a oggi riesce a entrare, tutto il resto è ancora proibito. I prodotti ‘dual use’ (cioè i software e le tecnologie che possono essere usati sia dai civili sia per scopi militari, ndr) non possono entrare. E con dual use si intendono persino i banchi di scuola, le matite, i quaderni, il vetro con cui si fanno le finestre”.







