A maggio la Cambogia ha introdotto il servizio militare obbligatorio emendando e applicando per la prima volta una legge del 2006. La decisione era stata annunciata l’anno scorso, mentre al confine con la Thailandia si stava consumando una crisi a più riprese, sospesa a dicembre da un cessate il fuoco. Nel febbraio 2024 la giunta militare birmana, nel terzo anno di guerra civile, ha introdotto il servizio di leva obbligatorio di almeno due anni per uomini (tra i 18 e i 35 anni)e donne (tra i 18 e i 27).

In Asia l’iscrizione nelle liste di leva è obbligatoria in vari paesi – in Corea del Sud è uno dei motivi di astio profondo dei ragazzi nei confronti delle coetanee, esentate – e in Thailandia prevede che ogni anno ad aprile i ragazzi di 21 anni partecipino al giorno della coscrizione nel loro distretto.

Nell’aprile 2024 è toccato anche a Netiwit Chotiphatphaisal, che si è presentato ma si è rifiutato di partecipare e ha letto una dichiarazione in favore della libertà di scelta che dev’essere garantita a tutti i cittadini tailandesi. Netiwit è un buddista praticante e il primo obiettore di coscienza del paese.

La sua azione rischia di costargli cara: sotto processo per renitenza alla leva, si è rivolto alla corte costituzionale contestando la legge sulla coscrizione obbligatoria in quanto “lesiva delle libertà personali o religiose dei cittadini”. Il 12 maggio la corte ha respinto la sua istanza stabilendo che “il dovere di difesa nazionale è un obbligo fondamentale di tutti i cittadini tailandesi che prevale sull’obiezione di coscienza individuale”. La sentenza del tribunale è attesa per il 20 luglio e Netiwit rischia tre anni di carcere.