Il dado è tratto: il regista Carl Rinsch è stato condannato a due anni e mezzo di reclusione (30 mesi) per frode ai danni di Netflix. Si chiude così una vicenda giudiziaria che abbiamo trattato più volte in passato (qui e qui), legata alla mancata realizzazione della serie sci-fi "White Horse", poi nota anche come "Conquest".

Secondo quanto emerso in sede processuale, Rinsch aveva già ottenuto circa 44 milioni di dollari per la produzione del progetto, ambientato in un universo fantascientifico incentrato su esseri clonati. Nel 2020, in piena pandemia, aveva richiesto ulteriori 11 milioni per completare le riprese. Quei fondi, tuttavia, non sono mai stati impiegati per la produzione.

Le indagini hanno ricostruito un flusso finanziario altamente speculativo: parte del denaro è stata spostata su conti personali e successivamente investita in operazioni ad alto rischio, tra cui opzioni su titoli durante la fase di volatilità pandemica. Perdite iniziali per circa 5,9 milioni hanno preceduto una svolta inattesa, con il trasferimento di oltre 4 milioni su exchange di criptovalute come Kraken e l'acquisto di Dogecoin.

Il valore del Dogecoin ha trasformato l'operazione in un guadagno stimato vicino ai 27 milioni di dollari, alimentando quello che gli inquirenti hanno descritto come un "ciclo di spesa personale". Il profitto è stato successivamente impiegato per beni di lusso, tra cui cinque Rolls-Royce, una Ferrari e un orologio Vacheron Constantin da circa 388.000 dollari. In un singolo caso è stato inoltre citato l'acquisto di un materasso artigianale da oltre 400.000 dollari.