"Si muore di mancato allaccio di seggiolini per i bimbi, 7mila bimbi feriti e decina di bimbi morti non tornati a casa: è un carico assolutamente inaccettabile ad oggi". Lo ha detto il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini, alla presentazione del nuovo spot sulla sicurezza stradale dei minori del Mit, realizzato in collaborazione con Assogiocattoli. Si tratta di "una campagna educativa perché molti genitori, zii, nonni, fratelli maggiori hanno nel seggiolino e il loro corretto utilizzo non la primaria preoccupazione", ha sottolineato il ministro. La percentuale di bambini non protetti nel 2024 è salita al 14,3% dal 5,8% del 2022, è stato illustrato nel corso della presentazione. "Abbiamo chiesto uno spot d'impatto, è una campagna educativa e non punitiva o sanzionatoria, è rispettoso, visto che si parla di bambini fra l'asilo e le scuole elementari", ha concluso Salvini. Lo spot è stato prodotto con l'Ia e verrà trasmesso in Tv e nelle radio. Lo spot, dal titolo "Il posto vuoto", lancia un messaggio semplice e netto: "il futuro dei bambini merita di arrivare. Un seggiolino usato correttamente, una cintura allacciata, pochi secondi di attenzione possono salvare una vita". Tra i 7.000 minori feriti in incidenti stradali mentre viaggiano a bordo di un veicolo, i bambini sotto i nove anni sono tra i più esposti, precisa il Mit. Come ha sottolineato il ministro Salvini, "i bambini non decidono come viaggiare: sono gli adulti ad avere la responsabilità di proteggerli, senza ammettere distrazioni, superficialità o alibi". Il Mit ha programmato una diffusione capillare dello spot sulle principali reti televisive e radiofoniche nazionali e locali, con l'obiettivo di raggiungere il maggior numero possibile di famiglie e automobilisti, soprattutto durante i mesi estivi, quando aumentano gli spostamenti su strada. La presentazione è stata preceduta da un incontro con le imprese e i produttori aderenti ad Assogiocattoli, per fare il punto sulle iniziative da mettere in campo insieme a tutela dei bambini e delle persone più vulnerabili, spiega il ministero. "La sicurezza stradale parte dai comportamenti quotidiani. Proteggere un bambino non è un'opzione: è un dovere", conclude il ministero.