di
Gian Guido Vecchi
I lefebvriani confermano che ordineranno due nuovi vescovi a luglio, senza che lo abbia deciso né permesso il Papa, il secondo atto dello «scisma» compiuto dall’arcivescovo francese Marcel Lefebvre nel 1988
CITTÀ DEL VATICANO «Sappiamo entrambi in anticipo che non possiamo metterci d’accordo sul piano dottrinale, con particolare riferimento agli orientamenti fondamentali adottati dopo il Concilio Vaticano II». I lefebvriani hanno respinto il «percorso di dialogo» offerto loro dalla Santa Sede e confermano che ordineranno due nuovi vescovi a luglio, senza che lo abbia deciso né permesso il Papa, il secondo atto dello scisma compiuto dall’arcivescovo francese Marcel Lefebvre nel 1988.
Una settimana fa, il cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto dell’ex Sant’Uffizio, aveva compiuto un tentativo estremo di dialogo, «con il beneplacito di Leone XIV», ricevendo in udienza il superiore generale della Fraternità San Pio X, don Davide Pagliarani. Come condizione del confronto teologico, la Santa Sede chiedeva ai lefebvriani di sospendere le ordinazioni episcopali annunciate. Una mano tesa respinta da superiore dei lefebvriani in una lettera al cardinale: «Non posso accettare, per onestà intellettuale e fedeltà sacerdotale, davanti a Dio e alle anime, la prospettiva e le finalità in nome delle quali il Dicastero propone una ripresa del dialogo nel presente frangente; né, contestualmente, la procrastinazione della data del 1º luglio».







