65 anni splendidamente portati, Alba Parietti festeggerà il compleanno “con una trentina di amici in un ristorante vicino a casa, ambiente rustico e familiare. Ormai è l’appuntamento ufficiale di ogni inizio estate”. La conduttrice e opinionista si è raccontata in una lunga intervista al Corriere della Sera e quanto alla pensione ha spiegato: “La prendo già da un po’, perché da quando avevo 14 anni verso i contributi. Però in pensione non ci vado. E continuo felicemente a pagare le tasse con il mio 740, sperando che i miei soldi servano a pagare i servizi per tutti, soprattutto per chi non può permetterseli. Però una cosa mi indispettisce”. Di cosa Parietti non è affatto contenta? “Ogni volta sembra che debba giustificarmi dei soldi che ho, delle case che ho, delle vacanze che faccio, del fatto che mi sveglio alle 11 del mattino. Io mi sono conquistata tutto. Ma se una donna ha avuto successo, è stata fortunata. Mentre se un uomo ha successo è perché è in gamba”.

“Agnelli? Potrei dire che mi faceva la corte, ma…”

La chiacchierata è lunga, si parte dall’infanzia (“costringevo i parenti e perfino le suore dalle quali ho studiato a sorbirsi i miei spettacoli”), al regalo che vorrebbe per questo compleanno (“Non sarebbe male una conduzione in tv. Ma non è che non ci dorma la notte se poi non arriva”) e fino agli incontri più significativi della sua vita, per esempio quello con Federico Fellini, col primissimo incontro all’Eliseo a Roma e quello successivo a Domenica In: “Da lì cominciò una sorta di carteggio meraviglioso che ho perso perché un mio segretario ha buttato via tutto. Una volta mi invitò a Cinecittà: non mi rendevo conto dell’enormità dell’evento. Quando arrivai disse: ‘Ecco qua la faccia da mascalzona!'”. Ancora, Gianni Agnelli (“Potrei dire che mi faceva la corte, ma in maniera così elegante che non si poteva definire tale”), Gianluca Vialli (“uno dei più grandi signori che ho conosciuto: di classe, spiritoso, intelligente. Un amico”) e una sfilza di nomi che va da Pippo Baudo a Oliver Stone passando per Jack Nicholson: “Un incontro divertentissimo a Palazzo Volpi, a Venezia: Fiona Lewis sul New Yorker mi definì una stella fra le stelle. Nicholson mi fece un appostamento fuori dal bagno: avevo un raffreddore tremendo, lui pensò ad altro…”.