<p>Il <strong>check-in </strong>nelle case vacanze potrà essere effettuato anche da remoto, a patto però del <strong>riconoscimento visivo e in tempo reale dell’ospite</strong>.

A ribadirlo è stato il <strong>Tar della Toscana</strong>, che ha respinto il ricorso di un gestore di appartamenti a Firenze. </p> <p> </p> <h2><b>I documenti da soli non sono sufficienti</b></h2> <p>I documenti da soli non bastano più: i giudici hanno stabilito che è necessario anche il riconoscimento live da remoto, tramite <strong>sistemi di videosorveglianza o videocollegamento</strong>.

La decisione esclude pratiche come il <strong>self check-in</strong>, ossia l’accesso autonomo agli appartamenti mediante le<strong> key box</strong>, o cassette di sicurezza, generalmente installate all’esterno degli immobili. </p> <p>Proprio le key box erano state al centro della circolare della Polizia del 18 novembre 2024, secondo cui non era più ritenuta sufficiente l’identificazione degli ospiti attraverso l’invio dei documenti <strong>via mail o messaggio</strong>, seguita dalla comunicazione del codice di apertura delle cassette potenzialmente accessibili a chiunque. </p> <p> </p> <h2><strong>Il caso di Milano a fine 2025</strong></h2> <p>A dicembre 2025 il Comune di Milano aveva vietato l’installazione sfrenata di key box in giro per la città, soprattutto nelle vie turistiche, disponendo <strong>multe dai 100 ai 400 euro </strong>per chi violasse il divieto.