I Carabinieri di Roma hanno effettuato quattro arresti tra Napoli e Avellino, fermando persone ritenute responsabili dell’attentato compiuto nell’ottobre 2025 contro il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. L’indagine dell’Antimafia, che ha certificato l’uso di “gelatina da cava” e l’aggravante del metodo mafioso, si concentra ora sulla ricerca dei mandanti che hanno assoldato e coperto il commando.

Blitz dei Carabinieri, quattro arresti per l’attentato a Ranucci

La ricostruzione dell’attentato

Caccia ai mandanti

Blitz dei Carabinieri, quattro arresti per l’attentato a RanucciNelle prime ore della mattinata di martedì 30 giugno 2026, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di quattro persone, ritenute gli esecutori materiali dell’attentato perpetrato la sera del 16 ottobre 2025 ai danni del giornalista Sigfrido Ranucci.I provvedimenti restrittivi, tre in carcere e uno agli arresti domiciliari, sono stati emessi dal G.I.P. di Roma su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. Gli arresti sono scattati nelle province di Napoli e Avellino, nei confronti di soggetti tra i 23 e i 53 anni con precedenti penali, gravemente indiziati a vario titolo di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento.CarabinieriI Carabinieri hanno effettuato quattro arresti a seguito dell'attentato a Sigfrido RanucciI reati sono tutti aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso. L’esplosione, avvenuta davanti al cancello della villetta del giornalista a Torvaianica (Pomezia), distrusse le sue due autovetture e squarciò il muro perimetrale.La ricostruzione dell’attentatoL’attività condotta dai Nuclei Investigativi di Roma e Frascati e coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi con il pm Carlo Villani si è rivelata estremamente complessa. Gli accertamenti tecnici del RIS di Roma e della Squadra Artificieri hanno rivelato che l’ordigno era composto da “gelatina da cava”, un materiale esplodente obsoleto, ma dalla devastante capacità distruttiva.A dare una svolta decisiva alle indagini è stata una telecamera di sorveglianza sulla S.S. 148 “Pontina”, che ha immortalato il transito di una Fiat 500 X noleggiata in Campania, utilizzata dal commando sia il giorno dell’attentato sia sei giorni prima per un sopralluogo logistico.