Luigi Stompo tuonò. Il presidente (o ex) dell'Enna ha - ancora una volta - messo in chiaro le cose sulla situazione societaria. E lo ha fatto nell'ultimo giorno della stagione 2025-26 che chiude ufficialmente ogni atto.
Nella sua lunga nota, Stompo ha messo la parola fine al suo decennio da presidente dell’Enna Calcio. Non con un comunicato freddo, ma con una lettera che sa di bilancio personale e di appello alla città: “Con senso di responsabilità consegno la squadra al primo cittadino”, scrive, chiudendo dieci anni in cui la società è passata dalla Prima Categoria alla Serie D.
Stompo non nasconde la fatica e la delusione. Racconta di colloqui avviati e di porte che si sono chiuse, di una cordata estera che ha fatto cenno d’interesse ma ha poi rinunciato per i tempi stretti, e di un’offerta recapitata via PEC — 200.000 euro per trasferire il titolo in un’altra città — che ha rifiutato per fedeltà alla città che ama. “L’Enna è patrimonio della città, di tutti”, scrive, rivendicando un legame forte con i colori e con la comunità locale.
Non mancano i richiami alle settimane scorse: Stompo ricorda le sue dichiarazioni del 10 maggio e l’incontro col sindaco del 27 maggio, quando già si era parlato di consegnare le chiavi della società per garantire continuità prima della scadenza d’iscrizione al campionato fissata per il 10 luglio. Per evitare furbizie o ambiguità, ha deciso di passare al Comune anche il lavoro fatto dall’ufficio legale che ha raccolto le manifestazioni d’interesse — una scelta pensata per trasparenza ma anche per scaricare sul sindaco la responsabilità delle scelte future.










