di

Rinaldo Frignani

L'ordigno davanti all'abitazione danneggiò l'auto del giornalista e parte del muro perimetrale

Quattro misure cautelari per l’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci nell’autunno dello scorso anno vicino Torvaianica. A eseguirle all’alba di martedì sono stati i carabinieri. Le accuse sono detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso.

L'ordigno deflagrò davanti al cancello dell'abitazione del giornalista, provocando la distruzione delle sue due autovetture parcheggiate e danneggiando il muro perimetrale. Dalle indagini è emerso come gli attentatori abbiano usato esplosivi da cava ad alto potenziale, in particolare "gelatina da cava", definito «materiale obsoleto ma dalla straordinaria capacità distruttiva, indicativo di una rete illecita di approvvigionamento di materiale esplodente».