Alla conclusione di Brasile-Giappone che ha determinato l’eliminazione della Nazionale nipponica dai Mondiali 2026, giocatori e CT si sono rivolti ai propri tifosi con un profondo commosso inchino, tra le lacrime.

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Il Giappone saluta i Mondiali 2026 uscendo a testa alta dai sedicesimi di finale dove ha perso solamente al 95° contro il Brasile di Carlo Ancelotti dopo aver condotto 1-0 per quasi l'intera durata della partita. Una sconfitta amarissima che ha visto i giocatori crollare in lacrime in mezzo al campo, in preda allo sconforto e alla rabbia di aver solamente sfiorato il sogno di poter proseguire il cammino nel torneo. Ma alla fine, anche se in preda alla delusione, tutta la squadra si è presentata al cospetto dei propri tifosi così come il CT, Hajime Moriyasu, che ha omaggiato con un profondo inchino: è il "saikeirei" che si compie per rispetto massimo e scuse sincere.

La sconfitta contro il Brasile per 2-1 ha gettato l'intero Giappone nello sconforto perché le attese erano altissime per questi Mondiali e solamente il destino ha incrociato le sorti della Nazionale del Sol Levante con una delle pretendenti alla vittoria finale, il Brasile. Che ha vinto, ma soffrendo e costretto ad una disperata rimonta, culminata solo a tempo scaduto. Alla fine, tra i festeggiamenti dei giocatori verdeoro e lo sconforto dei giapponesi i giocatori e il tecnico si sono rivolti agli spalti dove erano presenti i propri sostenitori e hanno fatto una serie di inchini, in lacrime. L'inchino del Giappone, il medesimo del 2022: è il "saikeirei", il più profondo Non è la prima volta che questa scena diventa virale durante i tornei iridati perché già in Qatar 2022 si era assistito ad una scena simile quando, anche allora, alla guida della Nazionale c'era ancora lo stesso CT, Hajime Moriyasu. Il gesto di giocatori e allenatore ha un profondo e preciso significato radicato nella cultura giapponese dove gli inchini, in base all'angolo di inclinazione del corpo rientrano in contesti particolari.