Il sindaco che piace alla gente che piace, Zohran Mamdani, come si sa si è tuffato (tutto vestito) in una piscina comunale newyorchese per dichiarare aperta la “swimming pool season”, in uno dei suoi siparietti instagrammatici. La lotta di classe non è un pranzo di gala, ma speriamo che non gli sia presa una congestione. Questi show del resto hanno enorme successo (poco prima aveva annunciato, dalla celletta del freezer, il congelamento degli affitti). Quando arriveranno gli emuli italiani? Per i siparietti, finora notevole è stata la Ravetto, che passando con Vannacci ha proposto di abolire le quote rosa puntando sul merito, tutto questo brandendo una bomboletta dell’appretto con il manico.Tutti si chiedono ora che mai farà a Milano Sala. Intanto difficile che metta mano agli affitti, già ci sono i costruttori inguaiati, i cantieri sono appena stati dissequestrati, ci manca solo l’equo canone. Rimane il tema piscine: e giù polemiche. “Sala lascia i milanesi senza piscine” titolano infatti i giornali di destra. Sono solo 3 quelle comunali aperte, nella stagione di massima canicola, qualcuno dice 2, altri addirittura una sola.Trionfano quindi i Bagni Misteriosi, quell’avamposto di capitalismo d’acqua dolce, piscina fighettissima e zampillante in zona Porta Romana che è gestita da 10 anni da Andrée Ruth Shammah e dal suo Teatro Franco Parenti confinante. Un posto che può esistere solo a Milano: gremita in questi giorni, con le sue cinquemila presenze giornaliere, sulle spianate di legno o cemento, ma tutto ton sur ton, con la biblioteca plurilingue, i baretti che offrono focacce ai ceci eque e solidali, il silenzio tranne per la musica bassa accuratamente scelta “in palette” coi luoghi. Calippi & cafoni banditi, insomma, pare di stare in uno spot di Cucinelli. Ci son capitato qualche giorno fa, c’era Silvia Salemi che faceva uno shooting (a Roma, in una piscina, quando mai ti capita uno shooting!). Altro che “stamo a fa la colla”.Ma dai Bagni ci son passati recentemente pure Anne Hathaway durante le riprese del “Diavolo veste Prada 2”, e pare che Giorgio Armani, uno dei benefattori del luogo, abbia lasciato un tacita volontà di continuare a contribuire anche post mortem, tipo la famiglia Berlusconi con la famosa fidejussione a Forza Italia. Qui più che le fidejussioni, nel partito molto trasversale di Shammah, che è la sceicca dei Bagni e del Teatro, le donazioni avvengono anche tramite l’invenzione geniale delle targhe, apposte in ogni dove nella struttura, che recano i nomi dei fondatori, e hanno un costo, e chiunque sia chiunque a Milano è invitato, caldamente invitato, a finanziare e targare: Armani ne ha comprate ben 8, ma poi ci son tutti i Moratti, Lina Sotis, il notaio Pier Gaetano Marchetti, l’avvocato Toffoletto ecc.In più, c’è la maxi donazione da 4 milioni di euro della famiglia Nissim, quelli del tonno Rio Mare. Più vari mutui accesi per mandare avanti tutto il carrozzone, che, palette o non palette, costa. Shammah ci ha investito in totale 14 milioni. E i risultati si vedono: questa specie di villa Certosa nel centro di Milano da sempre fa invidia a tutti, comune compreso, tenuta benissimo com’è (i Moratti inviano anche sistematicamente i loro giardinieri per la manutenzione delle piante), per gli introiti, per il fighettismo generale (su Instagram esiste anche un account-ombra, i “Boni misteriosi”, per la quantità di ragazzoni di bell’aspetto che lì si spalma, nell’avamposto molto amato dalla comunità queer milanese).A proposito di spalmare, ecco all’entrata tutto un reparto creme, pre e dopo-sole, e asciugamani e borracce “dedicate” (e forse pure un guardiano, immagino io, che perquisisce cercando radioline, panozzi e “frighi” e costumi da bagno non a piccoli disegni). Adesso tutto questo pare far gola al comune, che forse sta pensando come ri-statalizzare il tutto, magari mettendo mano alla concessione pubblica, che scadrà nel 2040. Però nella città dei privati non son mica tutti d’accordo, anzi, perché i Bagni, o Boni, misteriosi, son tenuti benissimo proprio perché gestiti da privati, come le donazioni sempre privatissime, trovate da Shammah e i suoi, mica per mano pubblica (una mano che a Milano c’è e non c’è, e a volte fa più pasticci che altro).Insomma si vuole la piscina lussureggiante come a Dubai ma il biglietto gratis da ex Jugoslavia. La moglie piena e la piscina ubriaca (di vino naturale). I privati poi amano spedire i rampolli al campo estivo, ai Bagni Misteriosi, dove possono fare scuola di cinema (“storytelling e regia”), teatro, circo e mimo (insomma tirando su delle baby Miucce) o il nuovissimo “nuoto a sirena” (“un’esperienza immersiva in acqua che permette a bambini e ragazzi di trasformarsi in sirene e tritoni per un giorno attraverso gioco, movimento e fantasia”). Il campo estivo ai Bagni costa 100 al giorno, 400 a settimana. Merenda biologica però compresa. Altro che oratorio e calippo!Poi ci sono i corsi di yoga, pilates, e difesa personale, quest’ultimo gratuito, “un percorso pratico per sviluppare consapevolezza, sicurezza e capacità di gestione delle situazioni di rischio”, direi perfetto per la Milano di oggi, per difendersi da maranza e baby gang. Insomma pare un programma elettorale più che un campo estivo: Bagni misteriosi contro Vannacci.Se sapesse, poi, il generale: i Bagni, o Boni, erano un antico complesso balneare, del Ventennio, per i piccoli Balilla, e il restauro ottimo di dieci anni fa ha lasciato degli elementi del tempo che fu, l’orologio, alcune sculture, le cabine-spogliatoio interne che sarebbero piaciute a Aldo Rossi e De Pisis. Ma poi per molto tempo rimase tutto abbandonato, e quando qui, nell’ex cinema diventato Teatro Franco Parenti, la compagnia dell’attore-fondatore, insieme a Shammah e a Testori, dunque un comunista, un’ebrea e un cattolico (campo largo!) misero su la sala poi celebre, le piscine in disuso erano frequentate tipo boschetto di Rogoredo. Topi &Tossici.Poi la rinascita capitalista: i Bagni (o Boni) ospitano non solo i bagnanti, e i campi per piccoli Ztl, ma anche spettacoli teatrali, sfilate, perfino la nazionale canadese di hockey, che alle Olimpiadi ne fece il suo quartier generale (che cos’è il genio: d’inverno la piscina si ghiaccia e diventa pattinaggio). Inoltre, ai Bagni-Boni, nel periodo estivo qui, a parte i corsi di mimo e sirena, vigono né più né meno le tariffe delle altre piscine comunali (a trovarle!). Sedici euro al giorno, diciotto il weekend. E fai pure il corso di difesa personale gratuito! Insomma, la lotta di classe balneare forse è meglio rimandarla a un’altra volta. Niente tuffi vestiti. Nel frattempo, compagni, tutti al corso di yoga (ma la focaccia di ceci biologici no, quella meglio dopo il bagno, che ti si ripropone, vabbè).Leggi anche