HomeFirenzeCronacaA 60 anni dall’alluvione. L’Arno dipinge se stesso. Le ’naturografie’ di GhezziLe tele saranno immerse nel fiume per due mesi in balia degli organismi. Una volta ripescate saranno esposte a novembre per la ricorrenza.Le tele da ieri sono state immerse dall’artista davanti ai Canottieri comunaliRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciFIRENZEResteranno immerse in Arno per due mesi, dando vita a un processo creativo in divenire. Sono le tele dell’artista Roberto Ghezzi che da ieri mattina si trovano nel fiume all’altezza della Asd Canottieri Comunali, sul Lungarno Francesco Ferrucci, dove prenderà forma un’opera in cui sarà l’Arno stesso a diventarne autore. Si tratta del progetto "Arno – Storie di riconciliazione tra Firenze e il suo fiume", un percorso che intreccia arte e ricerca scientifica e che culminerà, il prossimo novembre, in una mostra diffusa realizzata in occasione del 60° anniversario dell’Alluvione.

Il progetto ideato da Roberto Ghezzi, coordinato dal gallerista fiorentino Niccolò Mannini e organizzato dalla project manager Debora Daddi, porta per la prima volta la ricerca delle "Naturografie" nell’ecosistema fluviale dell’Arno fiorentino. Il neologismo coniato da Roberto Ghezzi identifica una pratica artistica sviluppata nel corso di oltre vent’anni di ricerca, dall’Artico alla Patagonia, dalla Groenlandia fino alla Mongolia, in cui il paesaggio diventa autore della propria rappresentazione e gli elementi naturali ne determinano l’esito visivo. Le tele, installate in acqua dall’artista utilizzando supporti preesistenti, sono composte da tessuti naturali in cotone e lino e trattate con imprimiture che rispettano l’ambiente. Sedimenti, microrganismi e materiali trasportati dalle correnti ne trasformeranno progressivamente la superficie e i colori, dando origine a delle ’naturografie’, opere che l’artista definisce come autentici autoritratti del paesaggio e che costituiranno anche la base di una ricerca scientifica sviluppata nell’ambito del progetto, condotta dai ricercatori del Cn-Consiglio Nazionale delle Ricerche, dell’Università degli Studi di Firenze-Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Università degli Studi della Tuscia.