Antonio De Rensis si esprime sulle presunte intimidazioni rivolte all’avvocata Giada Bocellari, alla giornalista Rita Cavallaro e all’influencer Bugalalla. Il difensore di Alberto Stasi ribadisce che “nessuna minaccia” fermerà il lavoro della difesa e difende la durata delle nuove indagini della Procura di Pavia sul caso Garlasco.
Garlasco, De Rensis non teme le minacce
Le nuove indagini della Procura di Pavia
Le minacce a Giada Bocellari, Rita Cavallaro e Francesca Bugalalla
Garlasco, De Rensis non teme le minacceLe nuove indagini sul delitto di Garlasco continuano ad alimentare il dibattito pubblico e mediatico. Durante la trasmissione “Filorosso”, l’avvocato Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi, ha affrontato diversi temi legati all’inchiesta riaperta dalla Procura di Pavia, soffermandosi sia sul lavoro degli investigatori sia sul clima che si è creato attorno al caso.Interpellato sulle notizie relative alle minacce denunciate dalla giornalista Rita Cavallaro, dalla youtuber Bugalalla (Francesca Bugamelli) e dall’avvocata Giada Bocellari, De Rensis ha ribadito con fermezza la propria posizione. “Nessuna minaccia potrà mai fermare né il sottoscritto né Giada Bocellari. Nessuna minaccia”.ANSAIl legale ha poi spiegato come il rinnovato interesse investigativo sul delitto di Garlasco stia inevitabilmente portando alla luce aspetti rimasti in ombra per anni. “Chi si mette un po’ a scavare si ritrova a toccare dei fili dell’alta tensione, diciamo così” ha affermato.“La società, l’opinione pubblica, i nostri concittadini hanno capito che oltre al fatto principale, la morte di una ragazza meravigliosa di 26 anni, ci sono altre sfaccettature che devono essere esaminate, devono venire alla luce”.Le nuove indagini della Procura di PaviaNel corso dell’intervista il difensore di Alberto Stasi ha respinto le critiche di chi ritiene che la nuova inchiesta stia procedendo troppo lentamente. “Queste indagini hanno la durata giusta che deve avere un’indagine che approfondisce” ha replicato. “Un’indagine non deve escludere, deve approfondire. Dieci accertamenti? Facciamone dodici, meglio due in più”.






