Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiNel 2025, a livello globale, ha sfiorato i 390 miliardi di dollari (circa 342 miliardi di euro), in crescita del 5% rispetto all’anno precedente. In Italia, le aziende licenziatarie sono quasi 2.000 (1.950) e i contratti medi annui per azienda sono 4,8.
I dati dell’Osservatorio Licensing di Mld Entertainment fotografano un settore, quello delle licenze, trainato dal boom di limited edition e capsule collection, ma soprattutto dalla cultura pop che, dai fumetti alla moda, dal food al design, conquista sempre di più i brand. Il menù di McDonald’s per la serie Friends
Dai fumetti alla moda, la cultura pop conquista i brand
«Se per cultura pop intendiamo contenuti culturali popolari presso un vasto pubblico, dobbiamo ricomprendere al suo interno moda, musica, arte, design, editoria, cinema, tv, sport, serie tv, ma anche fumetti, manga, anime e, perché no, oggetti come i Labubu o marchi come McDonald’s, tutti alla ricerca del loro “cultural moment”», ha spiegato a ItaliaOggi Paolo Lucci, fondatore e managing director di Mld Entertainment. «Penso, ad esempio, all’impatto culturale del film Barbie e soprattutto delle sue collaborazioni con numerosissimi brand a livello globale, ma anche ai menù di McDonald’s con la serie tv Friends, che scardinano la strategia sociodemografica degli Happy Meal per bambini tipica della catena. La ragione della crescita esponenziale di questo macro-contenitore culturale è dovuta al digitale, che permette non solo la diffusione, ma soprattutto la creazione di un’enorme massa di contenuti. Contenuti che possono rispondere alla ricerca di rilevanza da parte di qualsiasi azienda marketing-oriented in un panorama così chiassoso, e che fanno crescere quelle attivazioni narrative che fanno scattare un click nella mente del consumatore contemporaneo. Da qui nascono le nuove tecniche di marketing: collaborazioni, limited edition, la gestione della scarsità, il resell, il “nostalgia marketing”».








