Jannik Sinner comincerà la difesa del titolo a Wimbledon contro Miomir Kecmanovic, un nome che non fa rumore come quelli dei grandi specialisti dell’erba, ma che rappresenta un primo turno da prendere con attenzione. Il serbo non è una testa di serie, eppure ha caratteristiche tecniche e curriculum sufficienti per rendere complicato l’esordio del numero uno del mondo, soprattutto su una superficie veloce come quella londinese. Classe 1999, nato a Belgrado, Kecmanovic è uno dei tanti prodotti della scuola serba cresciuti nel solco di Novak Djokovic, anche se il suo percorso è stato più lineare che esplosivo. Da junior era considerato un prospetto di primissima fascia: numero uno del mondo under 18, vincitore dell’Orange Bowl, abituato fin da giovane a confrontarsi con aspettative importanti.

La carruera da pro. Nel circuito maggiore non è diventato un top player stabile, ma ha costruito una carriera solida, da giocatore completo, ordinato, capace di stare dentro lo scambio e di reggere bene la pressione nei momenti lunghi. Il suo best ranking, numero 27 ATP raggiunto nel gennaio 2023, racconta un picco importante. Kecmanovic non è un semplice comprimario: ha vinto due titoli ATP in singolare, il primo a Kitzbuhel nel 2020 sulla terra rossa e il secondo a Delray Beach nel 2025 sul cemento, dove ha battuto Alejandro Davidovich Fokina in finale dopo aver salvato due match point. Proprio quel successo in Florida è il manifesto della sua tenuta mentale: non sempre brillante, non sempre appariscente, ma capace di restare aggrappato alla partita quando l’avversario pensa di averla già chiusa. Nei tornei dello Slam il miglior risultato resta il quarto turno agli Australian Open, raggiunto nel 2022 e nel 2024. A Wimbledon, invece, Kecmanovic ha già frequentato il terzo turno in più occasioni. Non è un erbivoro puro, ma l’erba non lo respinge. Anzi, il rimbalzo basso e la rapidità degli scambi possono valorizzare alcune sue qualità: il diritto piatto, la capacità di colpire presto, una prima di servizio non devastante ma funzionale, e soprattutto l’abitudine a giocare su campi veloci. Non a caso il cemento è la sua superficie preferita, e il suo tennis di ritmo può diventare fastidioso quando trova timing e profondità. Per Sinner il precedente più fresco a Wimbledon è incoraggiante. Nel 2024 l’azzurro dominò Kecmanovic al terzo turno, imponendosi in tre set con una prestazione molto pulita. Ma un debutto Slam è sempre una categoria a parte. La prima partita di un Major sull’erba porta con sé variabili specifiche: adattamento al campo, gestione del rimbalzo, servizio da rodare, tensione da campione in carica. Contro un giocatore come Kecmanovic, l’errore sarebbe pensare che basti il differenziale di classifica per mettere la partita in discesa. Il serbo arriva inoltre da una settimana di preparazione vera sull’erba, con i quarti di finale raggiunti a Maiorca. Ha battuto Lorenzo Sonego in rimonta, un risultato che conferma una condizione competitiva e una buona capacità di adattamento alla superficie. La sconfitta successiva contro Fabian Marozsan non cancella il dato più importante: Kecmanovic ha già giocato partite su erba, ha testato il servizio, ha preso ritmo, ha vissuto situazioni di punteggio delicate. Sinner, invece, si presenta a Wimbledon senza tornei ufficiali di preparazione sull’erba, anche se con un volume di lavoro e un livello tecnico chiaramente superiori. Dal punto di vista tattico, Kecmanovic proverà a fare ciò che fanno molti avversari contro Sinner: togliere tempo, cercare il centro del campo per non aprire angoli e sfruttare ogni seconda palla per entrare nello scambio. La sua missione sarà restare vicino nel punteggio, allungare i game al servizio dell’italiano e trasformare il match in una partita più sporca, meno lineare. Se Sinner riuscirà subito a comandare con risposta e diagonale di rovescio, il divario tecnico dovrebbe emergere. Se invece il serbo troverà percentuali alte con la prima e riuscirà a tenere basso il numero di errori, il primo set potrebbe diventare il passaggio chiave. Kecmanovic non ha l’esplosività di un grande battitore né la creatività di un giocatore da erba classico. Ma è un avversario difficile sulle superfici veloci perché concede poco ritmo gratuito, gioca compatto e non ha bisogno di grandi aperture per generare velocità. È il tipo di giocatore che raramente travolge, ma che può costringere il favorito a vincere la partita più volte: sul piano tecnico, mentale e della continuità. Per Sinner, quindi, il sorteggio non è proibitivo, ma nemmeno banale. Il numero uno del mondo parte nettamente avanti, forte di un tennis superiore in ogni fondamentale e di una confidenza ormai consolidata con i grandi palcoscenici. Ma Kecmanovic è un primo ostacolo serio: esperto, già abituato al Centrale, competitivo sul veloce e reduce da partite vere sull’erba. Un test utile, forse persino ideale, per capire subito il livello di Sinner nella sua nuova dimensione: quella del campione chiamato a difendere Wimbledon.