Il podcast “La settimana di greenreport”, realizzato a cura del direttore responsabile Maurizio Izzo – disponibile sulle nostre pagine come sulle principali piattaforme, da Spotify a Spreaker alle altre – si apre con una proposta rivoluzionaria che però non viene da un rivoluzionario vero e proprio, né da un estremista. La proposta di tassare i petrolieri viene dal presidente delle nazioni unite Guterres e ha a che fare con il fatto che fa caldo: l’Europa si sta riscaldando più rapidamente di qualsiasi altro continente e ne stiamo pagando il prezzo in vite umane. Più di 200mila persone in Europa sono morte per il caldo in appena quattro anni.
Quindi? Quindi occorre intanto adattarsi e rendere le nostre città più vivibili e per costruire città e territori capaci di adattarsi servono risorse per il welfare climatico, l’efficienza energetica, il verde urbano, le infrastrutture pubbliche, l’accesso all’acqua e la transizione verso energia pulita e conveniente. Risorse che, secondo le Nazioni Unite, possono essere trovate anche intervenendo su chi continua a beneficiare della dipendenza dai combustibili fossili. Ecco la proposta di Guterres: «Le otto maggiori compagnie di combustibili fossili hanno incassato 6,5 miliardi di dollari in più solo nel primo trimestre di quest’anno – ha detto Guterres – e questo dato include appena un mese della crisi in Medio Oriente, mentre il prezzo del petrolio continuava a salire e i profitti crescevano. Sono guadagni inaspettati nati dal dolore, dall’instabilità, dalle difficoltà e dalla dipendenza. Esorto i governi a tassarli».








