New York - Sulla carta, si presenta come un lucroso affare finalizzato a garantire che gli Stati Uniti continuino ad avere accesso ad un minerale indispensabile per i settori della difesa e la tecnologia. Nella realtà, secondo un’inchiesta pubblicata dal New York Times, si tratta dell’ennesima occasione in cui la famiglia Trump e i suoi amici puntano ad approfittare del controllo della Casa Bianca per incassare profitti. In questo caso sfruttando il tungsteno del Kazakhstan.

Terre rare

Come è noto, la Cina è il principale produttore mondiale di terre rare, che il presidente Xi non ha esitato ad usare nel suo braccio di ferro con il rivale Trump, minacciando di bloccare le esportazioni verso gli Usa come pedina di scambio per bloccare i dazi. Washington sta disperatamente cercando risorse alternative, come dimostra l’iniziativa chiamata Pax Silica a cui sta aderendo ora anche l’Italia.

Il tungsteno ha un uso fondamentale per costruire le testate missilistiche, gli aerei da guerra, ma anche i computer e i chip. Il Kazakhstan possiede una grande potenziale riserva nella regione rurale vicina al villaggio di Unrek, e nel settembre scorso il segretario al Commercio Howard Lutnick ha incontrato all’hotel St. Regis di New York il presidente Tokayev per discutere un accordo sullo sfruttamento di queste miniere. Durante il colloquio lo stesso Trump ha chiamato per fare pressione. Un paio di mesi dopo, per la precisione il 6 novembre, i due paesi hanno firmato un’intesa, in base alla quale il governo Usa darà finanziamenti per 1,6 miliardi di dollari ad una compagnia americana chiamata Kaz Resources, che si occuperà di fare le ricerche e gli scavi.