A luglio le nuove versioni degli automatici Edifice
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Era il 2009 quando la linea Edifice di Casio è stata lanciata, con modelli in acciaio ad affissione analogica, inizialmente con un'anima racing, connotata dal radiocontrollo e dall'impiego delle tecnologie Tough Solar e Smart Access, strizzando l'occhio, successivamente, anche al Bluetooth per la connessione con lo Smartphone. Quest'ultima collezione, per la sua visione, costruzione e design tradizionali, materiali ed impostazione, fin da subito, è sembrato chiaro si predisponesse per una diversificazione verso un territorio cui la Casa giapponese ha sempre guardato con interesse, ma sempre da lontano: la meccanica. E, così, lo scorso anno, a giugno, la Casa giapponese ha deciso il grande passo, animando l'orologio Edifice (modello EFK-100), per la prima volta, con un movimento automatico: si trattava del calibro nipponico NH35A, reso visibile fronte fondello chiuso a vite, affidabile e robusto. Dal prossimo luglio sarà disponibile la versione EFK-200, da 38 mm, cha accoglie un calibro Miyota 8215, dal diametro di 11 ½''' ed un'altezza di 5,67 mm, scorrente su 21 rubini; il bilanciere oscilla a 21.600 alternanze/ora, l'autonomia è di poco superiore alle 40 ore e la precisione è assicurata su di un range medio giornaliero di -35/+45 secondi. Casio ha articolato la cassa su di un tonneau morbido e sfaccettato ad accogliere una lunetta costruita su di una base carrée galbée sovrastata da un anello satinato a spiovente. Il tutto, impermeabile fino a 10 atmosfere, a creare un'armonizzazione più fluida ed ergonomica con il polso.









