Il caso.29 giugno 2026 alle 00:34

Dalla Regione arriva il parere negativo sulla compatibilità ambientale dell’impianto eolico “White And Blue Luighiedda”, nella zona della Nurra. Un progetto che prevedeva tre aerogeneratori dall’altezza complessiva di 200 metri e diametro massimo del rotore di 172 metri per una potenza complessiva di 21,6 MW. Il tutto congegnato dalla Innovo Development 8 srl che aveva presentato in Regione l’istanza per il Paur, il Provvedimento autorizzatorio unico regionale. La summa cioè di autorizzazioni e approvazioni necessarie per il via libera alle opere che possono avere un impatto ambientale.

Dei giorni scorsi invece la delibera, illustrata dall’assessora regionale alle Difesa dell’ambiente, Rosanna Laconi, dove si evidenzia l’iter della pratica e le sue spinosità, visto che i “mulini a vento” verrebbero piazzati in aree vincolate. In territori dal corredo archeologico risalente alla preistoria per un passato di rilievo oggi tangibile, solo per citare un esempio, nelle vicine necropoli a domus de janas. Proprio per cercare una soluzione, in sede di conferenza istruttoria, rimarca Laconi, l’impresa aveva apportato delle modifiche, tra cui lo spostamento degli aerogeneratori e un diverso tracciato dei cavidotti. «Mantenendo invariate - mette però nero su bianco il documento - le caratteristiche dimensionali degli aerogeneratori». Varianti che, sottoposte tra aprile e giugno all’analisi delle conferenze dei servizi decisorie, non passano indenni. «Conclusione negativa», è la sentenza emessa dai tanti attori consultati, dal Comune alla Soprintendenza ai vari enti tecnici. Verdetto che riconferma peraltro quanto già stabilito nel 2025 con la nota regionale della Direzione generale dell’Ambiente: l’impianto è «di grande taglia» e ricade in aree non idonee per l’installazione di impianti eolici. Colpo di scena quest’anno perché il Tar Sardegna annulla l’improcedibilità dell’istanza e la pratica si riavvia maturando alla fine lo stesso epilogo. Sospiro di sollievo per il 71enne Giampiero Nurra, che possiede due ettari di terra proprio nella zona Luighiedda. «Quando li ho comprati - aveva detto - non mi sarei mai aspettato di trovare una pala eolica a qualche decina di metri dalla proprietà». Adesso l’incubo sembra farsi remoto.