Jorge Martin ha mancato il successo, ma il terzo posto vale la vetta del Mondiale

Assen, 28 giugno – Dominio Aprilia assoluto ad Assen. Tre piloti, tre, sul podio con doppietta storica dei portacolori del team satellite, Trackhouse. Le Ducati si salvano con Di Giannantonio e Alex Marquez. Ai Ogura 10. Campione vero questo ragazzo targato Giappone. Sorridente, ironico ma soprattutto glaciale e spietato calcolatore in pista. Uno schiaffo a Martin e l’altro a Fernandez quando altri avrebbero tirato il fiato e si sarebbero accontentati. Un fenomeno Raul Fernandez 9. Veloce, velocissimo e tenace. Molla la vetta all’ultimo momento e ci può stare. L’attacco a Martin è un capolavoro della MotoGp moderna. Alex Marquez 8. Si è inventato una domenica eccezionale. Incerottato, dolorante, un braccio con un'abrasione lunga un chilometro. Si batte come un leone e si sistema a ridosso degli imbattibili. Grande. Jorge Martin 7,5. Fino a cinque giri dalla fine era da 10. Dominatore assoluto della gara. Poi molla qualcosa e paga un conto salatissimo. Il terzo posto vale la testa nella classifica ma lui voleva vincere. Stop. Fabio Di Giannantonio 7. Si sveglia nella seconda parte della gara e si sveglia bene. Sbaglia e paga per un azzardo su Marquez, non molla, si rialza e arriva quarto. Applausi. Enea Bastianini 6,5. Forse la gara migliore del suo 2026. Forse un segnale per poi salire un altro gradino nelle prossime gare. Bravo Enea. La tenacia (alla fine) paga sempre. Francesco Bagnaia 6,5. Tradito dalla moto è costretto ad abdicare in una domenica che poteva essere altra cosa. Sta in battaglia (e vince) con Marquez e Acosta, ma poi deve alzare bandiera bianca. Peccato. Marc Marquez 6. Lotta con tutti e contro tutti. Sportellate a chiunque, allunghi da campione. Sbaglia però la scelta della gomma (morbida sul posteriore) e il finale del Gp è uno stillicidio. Marco Bezzecchi 5. Voto complicato, segnato dalla paura che tutti abbiamo avuto nel vederlo ruzzolare via in quel modo e poi correre in ospedale. L’insufficienza? Forse ha sbagliato a impostare quella curva per colpa della pressione che si appoggia sui numero uno? Pedro Acosta 5. Si ferma. Altra corsa dall’esito misterioso per uno che fa vedere cose straordinarie, ha stoffa e qualità sopraffine e poi... lo molla la moto. O magari lui forza troppo e alla fine cede? Franco Morbidelli 4. Cade ed esce di scena anche se in realtà sulla scena non c’è mai stato. Intruppato nelle posizioni che non sono (o non dovrebbero essere) le sue. Dai Franco, svegliati.