La scelta di tenere in Puglia la V Conferenza europea di Efsa (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) segna di per sé il ruolo di avanguardia della nostra Regione nella risposta al patogeno Xylella. 400 ricercatori , esperti , operatori agricoli e del vivaismo europeo e mondiale si sono confrontati sugli esiti della ricerca ,confrontandosi sui possibili aggiornamentidelle strategie di contrasto e rigenerazione .Per comune riconoscimento, Osservatorio Fito-sanitario della Regione ,Centri di ricerca e Università pugliesi hanno rappresentato i principali riferimenti del confronto . Tanto che si può dire che la Puglia è laboratorio internazionale sul tema. La Conferenza, tenuta a Mola dal 23 al 25, è stata preceduta e seguita da importanti eventi collaterali tenutesi al Ciheam diValenzano il 22 e il 25, e due visite tecniche il 26 giugno che hanno interessato, rispettivamente, il distretto di uva da tavola del sud est barese e alcune località del Salento teatro di rigenerazione olivicola e sperimentazione di varietà di olivo resistenti. Durante lo svolgimento degli eventi c’è stato anche un incontro dei vertici Efsa con Decaro e Paolicelli.
Particolare interesse ha suscitato la Tavola rotonda tenutasi al CIHEAM il 25 e organizzata dal Servizio Fitosanitario Nazionale, nel corso della quale sono state confrontate le esperienze maturate in quasi 13 anni di gestione di focolai europei di Xylella e dibattute alcune criticità emerse, in vista delle attese modifiche all’attuale regolamento comunitario. , il dibattito ha registrato i report degli osservatori fito-sanitari di Puglia , Toscana e Lazio . E di Francia ,Spagna e Portogallo. Oltre che di associazioni agricole , olivicole , vivaistiche e di viticoltori e mandorlicoltori Il dott. Stancanelli ,capo della delegazione Efsa , ha posto l’accento sui progressi dellaricerca molecolare su batterio e sui vettori,sulle cultivar resistenti e sulle prospettive della rigenerazione . Ha delineato un percorso di coinvolgimento “massivo”, cosi lo ha definito, che si aprirà con una consultazione pubblica per tutto settembre e ottobre nei Paesi europei. Per giungere a inizio 2027 al commento finale di valutazione del rischio e di aggiornamento delle strategie di contrasto .La rappresentanza della Commissione UE Sante ( salute ) ha confermato la condivisone del percorso e la disponibilita’all’ascolto delle esperienze maturate sul campo dalle Regioni e dai Paesi colpiti .Dopo dieci anni , evidenze scientifiche ,monitoraggi e campionamenti hanno convalidato diversità dei caratteri e dei ceppi di Xylella . Da quella più distruttiva , SP53 pauca , alla cosiddetta Multiplex. Sulla prima sappiamo cosa ha prodotto in Puglia . Anche secondo uno studio inglese almeno la morte di 10 milioni di Olivi. Sulla seconda anche in Toscana , Lazio , Spagna , Francia e Portogallo le piante colpite non si sono disseccate . E si tratta per lo più di piante di specie naturali ,non direttamente agricolema di pregio ambientale . In questi casi l’eradicazione prevista dai regolamenti “ fa più danni di Xylella “ , porta a distruzione ambientale , perdita di valore e di redditività dei terreni agricoli circostanti .Tesi sostenuta dal dott. Infantino, responsabile dell’Osservatorio regionale ,che ha riportato i risultati del monitoraggio di1, 5 milioni di piante e decine e decine di migliaia di campionamenti . Numeri enormi, senza precedenti , che costano alla Regione 9 milioni di euro . Costi insostenibili per i prossimi anni . Anche in ragione degli esiti :la mulitplex non dissecca gli olivi ( test nella zona di Santeramo i n Colle Prov. Di Bari). L’eradicazione porta appunto a sfiducia ,paura diffusa e perdita di reddito .Si può dire che dai giorni pugliesi questa è fra le maggiori novità portate alla attenzione delle autorità europee: modificare il regolamento sui patogeni da quarantena, differenziando le misure di contrasto e contenimento.







