I voli tra Cina e Giappone programmati dalle compagnie aeree per il picco estivo di luglio e agosto sono calati del 57% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, dopo le tensioni politiche tra Pechino e Tokyo e l’aumento dei costi dei visti giapponesi. È quanto emerge da dati della società britannica di analisi del trasporto aereo Oag, che ha monitorato 23 compagnie aeree.
I numeri del crollo
A luglio 2026 sono previsti 2.629 voli di andata e ritorno tra i due paesi asiatici, contro i 6.317 dello stesso mese del 2025. Un trend simile anche ad agosto, con 2.641 voli programmati rispetto ai 6.127 dello scorso anno. «Con le sfide geopolitiche che continuano a influenzare i modelli di viaggio, la domanda attuale sembra allineata alla capacità pianificata dalle compagnie aeree per il periodo», ha dichiarato Mayur Patel, responsabile Asia di Oag.
Le tensioni Cina-Giappone
Questo calo era già iniziato a novembre con le prime cancellazioni di massa dei voli tra Cina e Giappone, per via delle nuove tensioni geopolitiche scaturite da alcune dichiarazioni della premier giapponese Sanae Takaichi. La prima ministra di Tokyo aveva irritato Pechino suggerendo che il Giappone avrebbe potuto dispiegare forze militari in caso di un attacco cinese a Taiwan. Nello stesso mese Pechino aveva emesso un avviso di viaggio invitando i cittadini cinesi a evitare il Giappone, mentre alcune compagnie aeree cinesi avevano offerto rimborsi ai passeggeri diretti verso destinazioni giapponesi. Secondo i dati citati, la Cina ha cancellato quasi 9.000 voli verso il Giappone dall’inizio dell’anno al 23 giugno.







