di
Renato Franco
Amadeus è un fuoriclasse come conduttore di format, ma spesso i format sono forti a prescindere dal guidatore
Ci sono voluti due anni per arrivare alla separazione, ma che il matrimonio tra Amadeus e il Nove non sarebbe stato felice lo si era capito in meno di un mese. Giusto il tempo di assestare gli ascolti e arrivare alla conclusione che il conduttore che tutti volevano — cinque Sanremo consecutivi, una proposta musicale sempre azzeccata, al di là del numero eccessivo di canzoni in gara — avrebbe vissuto a Warner Bros. Discovery un inferno televisivo. Anche le previsioni meno ottimistiche non si spingevano verso numeri così allarmanti, ma lui galleggiava tra il 2 e il 3% di share, mentre Stefano De Martino che aveva preso il suo posto ad Affari Tuoi volava.
Sono sostanzialmente due i problemi contro cui si è scontrato Amadeus. Il primo è stato la mancata risposta del pubblico super-abitudinario di Rai1: la maggior parte di quegli spettatori non vuole saperne di schiacciare un numero diverso sul telecomando perché lo spettatore abitudinario è come un bambino che trova conforto nel farsi raccontare ogni sera sempre la stessa favola.La seconda difficoltà è che Amadeus è un fuoriclasse come conduttore di format, ma spesso i format sono forti (quasi) a prescindere dal guidatore. Questo non significa che chiunque possa replicare automaticamente gli stessi risultati, però avere un’ottima base di partenza aiuta. E si ritorna ad Affari Tuoi, che di fatto non ha perso spettatori nel passaggio dal vecchio al nuovo conduttore.














