di Maria Volpe

Conduce il talk show "Storie al bivio di sera", in onda su Rai 2, in prima serata, «Vorrei avvicinare la politica alla gente comune, sensa battute senzionalistiche»

«Vorrei avvicinare la politica alla gente comune». È il nuovo obiettivo di Monica Setta, che ha conosciuti momenti brillanti e periodi difficili. Negli ultimi anni si è rimessa in pista puntando sulla leggerezza e l’infotainment. Adesso ha deciso di cambiare passo, almeno in prima serata. Perché se il suo Storie al bivio weekend, (il sabato pomeriggio su Rai2, in onda fino a settembre) continua con il puro intrattenimento; Storie al bivio di sera (il martedì in prima serata su Rai2, fino al 4 agosto) vuole intraprendere un viaggio introspettivo nell’animo di uomini e donne della politica

Perché questa scelta?«Perché ora ho voglia di fare domande per avere risposte che non siano necessariamente battute sensazionalistiche. Ho voglia di fare un lavoro introspettivo».

Ospita persone come Matteo Salvini, Carlo Calenda, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Laura Boldrini, Eugenia Roccella, il ministro Bodi e molti altri. Si sono lasciati andare?«Sì, credo abbiano sentito l’empatia. Alcuni hanno avuto la sensazione di una seduta psicanalitica. Io volevo arrivare alla loro anima».Certo lei non molla mai la presa con le domande«Mi dicono che sono cinica ma non è vero, io voglio solo arrivare al dunque. Una cosa che non sopporto sono le domande concordate. Io voglio la verità».Lei è spesso vittima di parodie e meme«Mi dipingono come Crudelia. Ma ci rido su. L’imitazione della Gialappa’s? No comment».È vero che i suoi programmi hanno un budget basso?«Bassissimo. Io non ho una lira, devo lavorare sui contenuti. E poi io faccio tutto: telefono, cerco gli ospiti, la scaletta, l’autrice»Giornalismo puro?«Nel giornalismo c’è una redditività: quanto lavori è quanto incassi. Io sono stakanovista e sono sempre rimasta un’umile cronista. Ho tantissima gavetta vera alle spalle».Il momento più buio nella sua carriera?«Quando chiuse il quotidiano La Voce di Indro Montanelli. Ero caposervizio dell’Economia e mi sentivo arrivata. Un giornale splendido con il grande Montanelli. Cosa potevo desiderare di più? Fu un vero lutto».Poi?«Poi girai tantissimi giornali e tanta tv, fino al grande successo de Il fatto del giorno su Rai2».Poi un po’ di oblio«Sì, vero. Sono stata sei anni a Rai Ragazzi. E poi Agon Channel, e un programma a Telenorba con Rita Dalla Chiesa e Loredana Lecciso».Il rientro in Rai nel 2017«Dalla porta di servizio, ma piano piano sono risalita. Nel 2019 ho cominciato l’avventura di Unomattina in famiglia che prosegue ancora oggi. Una bella squadra. Da anni, nei fine settimana mi sveglio alle 4, ma lo facciamo tutti volentieri. È un programma speciale».Dopo tutti questi alti e bassi cosa teme?«Nulla direi. Perché quando vivi in una bolla, se si buca sei perso. Io no, sono stata nel fango, so come reagire. Infilo gli stivali, e combatto».