La sua foto era stata diffusa anche negli ospedali, oltre che sui social. I suoi parenti l'hanno cercata per ore, finché dalle macerie non è emerso il suo corpo senza vita. Il racconto del fratello

«L’abbiamo trovata. È senza vita». Sono le parole, raccolte da Il Messaggero, con cui Pedro Mannina ha confermato dal Venezuela il ritrovamento del corpo della sorella, una delle vittime italiane del sisma che il 24 giugno ha colpito il Paese sudamericano. Il cadavere è stato estratto dalle macerie del residence Pin High di La Guaira, alle porte di Caracas, intorno alle 22.30 ora italiana di venerdì sera. Secondo il racconto del fratello, Francesca era rimasta bloccata proprio sulla soglia dell’appartamento mentre tentava di mettersi in salvo: «Stava cercando di scappare, ma non ce l’ha fatta». Il marito Roberto Santilli, che era con lei al momento della scossa, è riuscito invece a uscire vivo dopo essere rimasto intrappolato sulle scale. Ora, riferisce Pedro, è sotto shock: «Ha visto il palazzo che veniva giù, ha vissuto quei secondi da dentro. È una cosa che non si cancella».

Per giorni i parenti avevano setacciato ogni canale possibile sperando in un miracolo. Su Facebook, come riportato dall’Ansa, era circolato un manifesto in spagnolo con la foto della donna e la scritta «Urgente. Si cerca Francesca Mannina», accompagnato da un numero di telefono venezuelano per chiunque avesse informazioni. Nell’appello, la famiglia spiegava che di lei non si avevano notizie dal giorno del crollo, «quando stava cercando di uscire dall’edificio».