di Michele Zaccardisabato 27 giugno 20263' di letturaFinisce ai domiciliari Genti Berisha, il 26enne albanese arrestato martedì dopo l’inseguimento in cui ha perso la vita l’agente della polizia locale Francesco Imprezzabile, nel quartiere Ponte Lambro, a Milano. Ieri, dopo l’interrogatorio che si è svolto in mattinata, il gip Giulia Masci ha convalidato l’arresto e ha disposto i domiciliari con braccialetto elettronico. Berisha potrà lasciare il carcere di San Vittore, dove è detenuto, solo quando arriverà il dispositivo di controllo e tornare così nella sua abitazione a Monza.
Una decisione presa considerando la gravità del fatto e le esigenze cautelari. «Riteniamo doveroso mantenere il massimo rispetto per il dolore della famiglia di Francesco Imprezzabile, che sta affrontando una perdita irreparabile. Non è il tempo delle polemiche né delle valutazioni emotive sulle decisioni dell'autorità giudiziaria, che vanno sempre rispettate» ha dichiarato l’avvocato di Berisha, Fabrizio Cardinali.
Il pubblico ministero ha modificato la richiesta di carcere in domiciliari, anche perché l’uomo ha confessato e i familiari hanno messo a disposizione una casa. Il gip non può andare oltre la richiesta del pm sulle misure cautelari. Il giovane è accusato di fuga pericolosa e il giudice ha riqualificato il reato di omicidio stradale in morte come conseguenza di altro reato.Per la procura Imprezzabile avrebbe perso il controllo del mezzo su una curva a una velocità di circa 180 chilometri orari mentre inseguiva per 2,5 chilometri, da zona Ponte Lambro a Peschiera Borromeo l’albanese che non si era fermato all’alt. Berisha - ha sottolineato il suo legale, sintetizzando i punti salienti dell’interrogatorio che si è svolto ieri al carcere di San Vittore davanti al gip Masci - si è assunto «la piena responsabilità di aver fatto questo gesto istintivo, sconsiderato, valutando male la situazione proprio da soggetto immaturo». Si è detto «dispiaciuto, veramente emotivamente provato» e ha chiesto ancora «scusa». Sempre secondo l’avvocato, il ragazzo si è reso conto che «se avesse ragionato, non sarebbe andato via e non si è accorto che il povero agente era caduto». Ed è pronto anche a fare «un gesto riparatorio nei limiti delle sue possibilità», a risarcire il danno.










