Si è parlato di salute, ed in particolare di cure odontoiatriche, nel corso di una diretta della web tv de Il Mattino condotta dal caporedattore e coordinatore delle Cronache, Gerardo Ausiello, alla quale ha preso parte Claudio Gammella, vicepresidente della commissione Albo odontoiatri dell’Ordine dei Medici Chirurghi di Napoli, che oggi (alle 18) presenterà il suo nuovo libro “Dentista zero obiezioni” nello studio di Casoria (via Nazionale delle Puglie, 276). Il suo precedente libro si intitolava “Dentisti zero attesa”, ed era una guida per quei professionisti che vogliono costruire uno studio efficiente e riconoscibile. Quindi si rivolge soprattutto ai suoi colleghi?

«Entrambi i libri fanno parte di un progetto che vuole proporre un nuovo modello di funzionamento dello studio odontoiatrico. Oggi i ritmi di vita sono molto veloci e un paziente, per curarsi, non può più permettersi di aspettare tanto tempo in una sala d’attesa. Con il primo libro ho voluto far cadere la convinzione che una sala d’attesa piena sia un segno di successo e che, se si aspetta, vuol dire che il dottore sarà bravo. Oggi il paziente non ragiona più così e, se trova quattro o cinque persone in attesa nell’orario del suo appuntamento, pensa che il dottore sia disorganizzato. Quindi, il libro proponeva il modello di un medico che si prende cura dei pazienti a partire dalla persona». In “Dentista zero obiezioni”, invece, quale tema affronta? «Quello delle cure low cost e del turismo dentale. I dati ci dicono che scelgono di curarsi all’estero circa 50mila italiani all’anno, di cui circa 5-6mila campani, che vanno in particolare in Albania. Questo significa che ci sono tante persone che hanno bisogno di cure più accessibili. Purtroppo, però, spesso questi interventi all’estero vengono fatti in velocità, che non sempre fa rima con qualità, soprattutto quando si parla di interventi importanti di chirurgia e implantologia. Quindi il paziente va guidato su una scelta consapevole. Quello che normalmente i dentisti fanno, quando c’è un’obiezione da parte del paziente, è imputare la causa al prezzo troppo alto. Ma questo è spesso un alibi che non ci consente di affrontare un tema più importante, che è quello della fiducia». In che senso? «Se un paziente ha visitato più dentisti e arriva da te con più preventivi, anche bassissimi, e ancora non ha deciso, vuol dire che manca il fattore determinante che porta a una decisione, cioè la fiducia. E la fiducia non si costruisce nella velocità, ma nel tempo di cura, dell’ascolto, della relazione medico-paziente. Quindi, il libro “Dentista zero obiezioni” parla del come trasformare il momento di tensione del preventivo in un atto di fiducia consapevole, quando il paziente si sente guidato da un medico che sappia ascoltare e comprendere le sue esigenze». In che modo il medico può conquistare questa fiducia?«Perseguendo un nuovo modello di funzionamento del suo studio, senza cadere nel low cost tipico delle grandi catene, che puntano su una prima visita gratuita come esca, la comunicazione di massa e preventivi con prezzi bassi e tempi ristretti. La salute non è una merce: ha bisogno di tempi biologici di guarigione, di follow-up, di controlli, di un percorso che il medico accompagna per tutta la vita. Con le cure all’estero, se ci sono complicazioni, bisogna rimettersi in un aereo, cercare un numero a cui rivolgersi: tanti italiani, disperati, poi tornano nel nostro Paese con problemi importanti». Quanto conta la formazione per affermare questo nuovo modello che propone? «Molto. Il modello di medico autoritario che nemmeno ti guardava negli occhi non funziona più. Ci vuole un medico autorevole che guidi i pazienti, che oggi si informano su internet o con l’intelligenza artificiale e sono sempre più confusi. Bisogna ascoltarli. Le università fanno un lavoro straordinario nel formare bravi clinici, ma serve una formazione anche sotto il profilo della comunicazione e dell’empatia nei confronti del paziente».