Genova – Vittoria con polemica, a Genova, quella della squadra dell’Ecuador che ai Mondiali ha battuto la Germania. Nella serata di ieri, a Certosa, centinaia di ecuadoriani che vivono nel capoluogo ligure hanno visto l’incontro di calcio della loro nazionale dandosi appuntamento alla Radura della Memoria, luogo simbolico dedicato alle vittime del crollo di Ponte Morandi. La vittoria tanto attesa dell’Ecuador ha acceso l’entusiasmo dei presenti che secondo alcuni, però, è andato oltre il dovuto.
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“Avevamo dato il via libera a questa iniziativa della comunità ecuadoriana ma non possiamo che condannare quanto accaduto. Spazzatura ovunque, fumogeni, atteggiamenti da parte di alcuni soggetti che ci hanno fatto davvero male. Siamo lontani anni luce da ogni forma di razzismo e nessuno si deve permettere di strumentalizzare questa nostra presa di posizione: condanniamo quanto accaduto indipendentemente da chi lo ha fatto. Pretendiamo le scuse per quello che abbiano dovuto vedere, quello è un luogo sacro che ricorda una tragedia e persone che sono morte”, dice Egle Possetti, portavoce del comitato Ricordo vittime Ponte Morandi. Su quanto accaduto è intervenuto Davide Rossi, capogruppo Lega nel municipio Centro Ovest. “Provo profonda indignazione e amarezza - dice - nel vedere la Radura della Memoria, luogo simbolo del ricordo delle 43 vittime del crollo del Ponte Morandi, trasformata in uno scenario di festeggiamenti, cori, urla, fumogeni ed esultanze per una partita di calcio. Non è una questione legata alla nazionalità dei tifosi o al diritto di festeggiare una vittoria sportiva, che nessuno mette in discussione. È una questione di rispetto. Un conto sono iniziative istituzionali, educative o dedicate ai bambini, compatibili con il valore simbolico del luogo. Altro conto sono eventi caratterizzati da tifo, schiamazzi, cori e comportamenti che rischiano di svilirne la sacralità”.






