È risaputo che le ondate di calore, come quella decisamente intensa che da giorni sta attraversando l’Italia e buona parte dell’Europa, possono rappresentare un rischio per la salute di alcune specifiche fasce della popolazione, tra cui bambini, anziani e donne in gravidanza. Ma c’è un’altra categoria particolarmente vulnerabile ai periodi prolungati caratterizzati da temperature molto elevate: le persone affette da malattie croniche, come il diabete.I rischi del caldo per i pazienti diabeticiI pazienti diabetici, nello specifico, sono suscettibili a oscillazioni glicemiche e disidratazione nei periodi di grande caldo. In una dichiarazione ripresa dall’Ansa, Raffaella Buzzetti, presidente della Società italiana di diabetologia (Sid) ha spiegato che “durante le ondate di calore il rischio di oscillazioni rapide e di episodi ipoglicemici aumenta in modo significativo, in particolare nei giovani con diabete di tipo 1. La sudorazione abbondante favorisce la disidratazione, che a sua volta può 'concentrare' il sangue, elevare la glicemia e interferire con il corretto assorbimento dell'insulina”.Per scongiurare i possibili scompensi, il ministero della Salute consiglia alle persone affette da diabete di aumentare i controlli glicemici e porre grande attenzione alla reidratazione.Oltre alle conseguenze prettamente fisiche, i pazienti diabetici devono fare i conti con un’ulteriore insidia: i malfunzionamenti delle tecnologie mediche.Il caso ZverevUn esempio recente che ha attirato molta attenzione è quello che ha coinvolto il tennista tedesco Alexander Zverev, uno dei più forti in circolazione e attuale numero tre del ranking Atp (guidato da Jannik Sinner, che un mese fa è stato a sua volta vittima di un malore dovuto al caldo durante un match del Roland Garros a Parigi, che gli è costato il ritiro dalla competizione).Il 20 giugno, nel corso della semifinale dell’Halle Open contro lo statunitense Taylor Fritz (poi persa), Zverev – che soffre di diabete tipo 1 – si è visto costretto a richiedere un timeout medico per colpa di un problema al sensore Cgm, il sistema per il monitoraggio continuo del glucosio.Lo strumento, che si presenta come un piccolo sensore adesivo da applicare sul corpo, è in grado di rilevare costantemente i livelli di zuccheri nel liquido interstiziale, inviando poi dati in tempo reale. Il caldo estremo tuttavia può influire sull’affidabilità del sistema: esattamente come successo a Zverev ad Halle.A spiegarlo nel dopopartita è stato lo stesso 29enne tennista: “Oggi ho avuto grossissimi problemi con la glicemia, perché purtroppo il sensore ha indicato un valore errato e così mi sono iniettato una dose eccessiva di insulina. Nei primi 45 minuti della partita quindi ho dovuto assumere quasi 350 g di zucchero e mi sono sentito in modo orribile”, ha dichiarato Zverev, che ha paragonato il quantitativo di zucchero consumato durante l’incontro – sotto forma di gel di glucosio – a “tre litri e mezzo di Coca-Cola”.Se per il tennista si è trattato del primo episodio del genere in carriera, il guasto non sorprende gli esperti. I sensori Cgm rilevano il glucosio sfruttando una reazione enzimatica tarata sulla temperatura corporea, e “un’esposizione prolungata a temperature ambientali molto elevate può alterare questa chimica e generare letture errate o instabili”, sottolinea Buzzetti. Non solo: sudorazione e umidità eccessiva possono compromettere la capacità adesiva del sensore, mentre il caldo può influire sulla durata della batteria e intaccare la trasmissione dei dati.Per evitare problemi simili, diabete.com riporta che è meglio evitare di esporre il dispositivo direttamente al sole e aumentare la frequenza delle letture, ricorrendo anche a un glucometro tradizionale in caso di dati anomali. Un consiglio valido sia per gli sportivi professionisti che per chiunque altro soffra di diabete.
Zverev e non solo, perché le ondate di calore possono diventare un problema per chi soffre di diabete
Un recente episodio che ha coinvolto il tennista tedesco mostra come il caldo estremo possa compromettere l’affidabilità dei dispositivi per il monitoraggio della malattia












