Da maggio si sta giocando in Nordamerica il campionato WNBA, il torneo di basket femminile più ricco e competitivo al mondo. Caitlin Clark ne è la giocatrice più nota e seguita, e una delle migliori. Ha 24 anni, quasi 4 milioni di follower su Instagram e gioca per le Indiana Fever. Oltre che per le sue prestazioni di recente si è tornato a parlare di lei per un brutto fallo che ha subìto nella partita in cui le Fever hanno perso 111-109 contro le Phoenix Mercury.

È successo il 25 giugno e il fallo si è fatto molto notare: per la violenza del contatto, e per come è stato prima non punito sul campo e poi poco punito dalla lega, l’ente che gestisce e amministra il torneo di WNBA. Ma soprattutto per il contesto generale in cui avvenuto, e perché a subirlo è stata Clark.

Il fallo è avvenuto nel secondo quarto, dopo un contatto a terra in cui Clark e Alyssa Thomas, tra le migliori cestiste delle Mercury, si erano contese la palla. Thomas ha colpito Clark alla gola con un pugno, un gesto che non è stato visto da chi stava arbitrando, e quindi non sanzionato.

A fine partita Stephanie White, allenatrice delle Fever, ha detto di ritenere «vergognoso, del tutto inaccettabile e totalmente irrispettoso» il fatto che il fallo di Thomas non avesse avuto conseguenze. Per White è grave che «un talento generazionale e una superstar della WNBA» subisca «colpi bassi» che non vengono puniti. Clark, tra l’altro, è poi uscita al terzo quarto per un problema alla schiena.