I nuovi treni non passano nella stazione: lavori urgenti alla Linea 6 della metropolitana di Napoli. La questione riguarda la fermata “Arco Mirelli” dove la copertura della banchina, perfetta per i trenini attualmente in circolazione, non permetterebbe il passaggio in sicurezza dei convogli da 39 metri che sono stati già acquistati. Si tratta di un problema di altezza, e di larghezza, dei nuovi convogli che, secondo lo studio presentato, troverebbero interferenze che non si accordano con le norme di sicurezza attualmente in vigore. Detto in burocratese, il problema suona più o meno così: «...la sagoma cinematica del nuovo rotabile non presenta i franchi previsti dalla normativa in corrispondenza della stazione Arco Mirelli...»: così suona la questione nella disposizione dirigenziale I10063 del servizio linee metropolitane del Comune di Napoli.

La questione si presenta con particolare urgenza perché, secondo palazzo San Giacomo, il primo dei nuovi treni è in arrivo a brevissima scadenza e bisognerà metterlo sui binari celermente per effettuare tutte le prove previste dal Ministeri dei trasporti prima di far salire i passeggeri; anche in questo caso riportiamo il burocratese del documento ufficiale: «...è di prossima consegna la prima UdT di nuova costruzione della Linea 6 e, conseguentemente, sono di imminente avvio le attività di immissione in linea dei nuovi rotabili».Insomma, bisogna sbrigarsi e fare in modo che all’ingresso della stazione Arco Mirelli, inaugurata solo due anni fa, i nuovi treni non incontrino ostacoli. A risolvere la questione ha pensato la Hitachi, che si sta occupando della costruzione dei convogli e della realizzazione del nuovo deposito e che, per contratto, deve occuparsi anche delle eventuali modifiche alle stazioni per consentire il transito dei treni in arrivo: «Sono altresì ricompresi nel corrispettivo (da versare a Hitachi n.d.r.) - scrive palazzo San Giacomo - eventuali oneri e/o varianti modificative da apportare all’infrastruttura esistente (banchine di stazione o galleria) per garantire la compatibilità e la circolabilità del treno ai sensi della normativa vigente alla data odierna (in particolare per quanto concerne le minime distanze ammissibili da ostacoli o elementi fissi lungo la via di corsa)».Insomma, la modifica strutturale non avrà costi per l’Amministrazione, bisogna solo agire in fretta. Hitachi si sta anche occupando di organizzare tecnicamente il “calaggio” del primo treno nell’attuale deposito della Mostra d’Oltremare. In attesa del nuovo deposito in costruzione, per favorire il percorso burocratico di immissione in circolazione, si cercherà di far entrare il primo treno attraverso un’apertura sul soffitto (asola) che attualmente viene considerata troppo stretta per consentire di far passare il treno.Inizialmente s’era pensato di “dividere in due” il convoglio appena costruito, per calarlo dall’alto nel deposito in pezzi separati e rimetterlo insieme una volta raggiunti i binari. Le soluzioni, però, potrebbero essere altre (provare a far entrare il treno calandolo in obliquo, ad esempio), e sono ancora allo studio.