Oggi la presentazione del Drappellone, realizzato dall’artista Ismaele Nones, che andrà ad arricchire il museo delle Contrada vincitrice, apre di fatto il Palio di Siena che si correrà il 2 luglio in piazza del Campo.
Un appuntamento che lega ormai da tempo Toscana e Sardegna. Tanti i fantini sardi che varcando il mare hanno fatto la storia del palio più conosciuto al mondo, e tanti i cavalli provenienti dall’Isola a cui i contradaioli senesi affidano speranze e preghiere.
Vincere il palio è il sogno di una vita per chi appartiene a ognuna delle diciassette Contrade della città e l’appuntamento si presenta, per le dieci che lo correranno, due volte all’anno. Meno frequente per i tanti fantini che durante le “invernate”, così le chiamano a Siena, lavorano a cavallo e a terra intessendo rapporti nel tentativo di trovare un ingaggio per le “carriere” di luglio e agosto. Tra loro, dagli esordienti ai plurivittoriosi, ancora oggi tantissimi sono sardi.
Il prossimo 2 luglio sul tufo si daranno battaglia le contrade di Onda, Civetta, Giraffa, Leocorno, Aquila, Torre, Bruco, Drago, Valdimontone, Oca. Due le coppie di nemiche tra cui c’è accesa rivalità: Civetta-Leocorno, Torre-Oca.
È su queste contrade che in queste ore si concentrano le attenzioni dei fantini in attesa di una chiamata per indossare un giubbetto. E viceversa le trattative delle dirigenze delle contrade sono sempre più attive alla ricerca dell’uomo giusto. Anche se la valutazione decisiva avverrà col cavallo in stalla.









