«L’Esame di Stato rappresenta simbolicamente uno dei momenti più importanti del percorso scolastico di ogni studente.
Proprio per questo motivo, ritengo che sia anche un’occasione per riflettere sul sistema educativo che abbiamo vissuto in questi anni, sui suoi punti di forza ma anche sulle sue criticità».
Così, uno dopo l’altro, i maturandi che hanno aderito a Generazione che costruisce, la protesta organizzata dalla Rete degli Studenti Medi, si sono presentati alla commissione d’esame 2026 durante il colloquio orale.
C’è chi ha letto il testo, chi l’ha imparato a memoria, chi ha deciso di stamparlo e consegnarlo affinché venisse messo a verbale: un documento con cui esprimere il proprio pensiero sul percorso educativo appena concluso e sulla prova finale.
«A cui ogni commissione ha reagito in modo diverso», ha raccontato a Domani Sebastiano, diciottenne marchigiano, subito dopo aver terminato la prova al liceo scientifico: «Nel mio caso non si è aperta nessuna discussione.








