Il dibattito politico in Calabria si infiamma dopo le ultime dichiarazioni diffuse sul web dal presidente della Regione, Roberto Occhiuto. Sulle affermazioni del governatore si registra la presa di posizione netta e severa di Pasquale Tridico, europarlamentare e capo delegazione del Movimento 5 Stelle a Bruxelles, già candidato alla presidenza della Regione.L’esponente pentastellato ha analizzato la condotta del vertice della Giunta regionale, qualificandola come una precisa e grave reazione politica tesa a eludere il confronto democratico sulle grandi emergenze del territorio.
“Il presidente di una Regione che, dal proprio profilo social, dà degli “sfigati” ai consiglieri e ai parlamentari dell’opposizione non commette solo una caduta di stile, ma compie un atto politico, e va trattato come tale. Trasforma la più alta carica istituzionale calabrese in uno strumento di dileggio verso chi esercita una functione costituzionale: il controllo democratico. È un fatto grave, al di là del registro con cui Occhiuto sceglie di intervenire. Con quel video offende l’opposizione, oltraggia la democrazia. Il governatore della Calabria insulta perché non ha argomenti. Sul commissariamento non ci sono vittorie da rivendicare perché la Corte dei conti ne ha sospeso l’uscita, segnalando criticità procedurali e l’assenza di requisiti previsti dalla legge. Di mezzo c’è un presidente che omette di aver “utilizzato” il passaggio sulle pre-intese dell’autonomia differenziata “per ottenere qualcosa”, salvo poi negare lo scambio. C’è, ancora,un’uscita sbandierata come “storica” e appesa a un controllo di legittimità ancora aperto. Chiamare “intoppo burocratico” un rilievo della magistratura contabile non è comunicare ai calabresi ciò che realmente sta accadendo ma mistificare la realtà”.







