Massiccia operazione del Nucleo Ispettorato del Lavoro e del Comando Provinciale tra la costa e l'entroterra montano. Controllate cinque attività nei settori chiave di agricoltura, turismo ed edilizia: tutte sono risultate irregolari
La task force contro il lavoro irregolare e il fenomeno del caporalato segna un nuovo e importante capitolo sul territorio calabrese. I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, in stretta sinergia con le articolazioni operative del Comando Provinciale di Vibo Valentia, hanno inferto un duro colpo all’economia sommersa attraverso una serie di controlli mirati nei comparti dell’agricoltura, del turismo e dell’edilizia. Gli accertamenti ispettivi, condotti dai militari del NIL vibonese con il supporto strategico delle Stazioni dei Carabinieri di Serra San Bruno, Soriano Calabro e Vibo Marina, hanno interessato cinque aziende dislocate sia nelle aree costiere che nelle zone montane della provincia. L’esito delle verifiche ha portato alla luce un quadro di totale illegalità: tutte le attività monitorate sono infatti risultate irregolari, determinando l’immediata adozione del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per quattro di esse e il recesso immediato dalle mansioni per i dipendenti non registrati.









