Nelle scorse ore il presidente Macron ha fatto ampio sfoggio di video che riprendevano operazioni militari effettuate dai corpi speciali francesi mentre arrembavano la motocisterna Deliver, un’unità di 275 metri e larga 48 battente bandiera camerunense, con un carico di greggio imbarcato nel porto russo di Primorsk e diretta a Singapore, mentre era in navigazione al largo delle coste meridionali della Sicilia; le autorità d’Oltralpe hanno fatto sapere che la nave cisterna in parola è stata sottoposta a sequestro con l’accusa di far parte della cosiddetta “Shadow Fleet” della Federazione Russa.

Macron, poco prima dell’incontro di Antibes con la presidente Meloni, ha rivendicato “la risolutezza degli europei” nell’impedire alla flotta ombra russa di “evadere le sanzioni e finanziare gli sforzi bellici della Russia”. Ricordiamo che questo ennesimo sequestro di petroliere appartenente alla flotta russa è il quinto in ordine cronologico effettuata dalla Marine National negli ultimi otto mesi. Un rapidissimo cenno per richiamare la petroliera Boracay, bloccata nell’Atlantico nel settembre scorso, la Grinch e la Deyna nel Mediterraneo a gennaio e marzo di quest’anno e la Tagor, quest’ultima, ancora nell’Atlantico, il 31 maggio scorso. Singolare appare, inoltre, il fatto che quest’ultima - la Tagor - si trovi ancora bloccata, mentre le altre quattro siano state rilasciate dopo il pagamento di una multa (tranne la Deyna). Non sono noti l’ammontare esatto delle contravvenzioni né quali siano le norme violate o quale Tribunale eserciti giurisdizione; tuttavia, il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot ha accennato al pagamento di “diversi milioni di euro” nel caso della petroliera Grinch.